Avevamo parlato del chitarrista e cantante svizzero Marc Amacher in occasione del suo precedente album, intitolato “Load”, uscito lo scorso anno e consistente in un buon rock blues. Nel frattempo, le cose per il nostro, sono girate decisamente bene: il disco in questione è arrivato a toccare il primo posto delle classifiche svizzere e lui ha fatto tour importanti, in continuità con quanto fatto da una ventina di anni a questa parte, anche in compagnia di nomi di enorme rilevo internazionale quali Eric Clapton, Billy Gibbons e i BossHoss.
Arriva ora il momento di pubblicare il nuovo lavoro, sempre per l’etichetta Hoboville, intitolato “Overdrive”. I musicisti che coadiuvano Amacher su questo album sono la cantante Katarina Michel, il chitarrista Alex Germann, i bassisti Andreas Hayoz, Omar Cuma e Schnäg Manuel, nonché il batterista Res Lüdi. Il disco è stato registrato senza troppi fronzoli, per andare in maniera diretta al cuore del genere proposto, con un atteggiamento diretto e senza compromessi, dove dev’essere la musica nella sua essenza a parlare, senza ulteriori sovrastrutture.
A riprova di quanto dichiarato, l’opener del disco, “Hell Yeah”, è un ruvido southern rock blues caratterizzato dalla voce roca di Amacher e dal suo chitarrismo di alto livello, ma essenziale al tempo stesso, nonché da ritornelli diretti e immediati. Altrettanto legato al sound del sud degli States è “Streets Are Golden”, mid tempo vizioso che sembra provenire direttamente dalle paludi della Louisiana, con tanto di chitarre slide e il ritornello ripetuto come in uno spiritual.
Di pura scuola ZZ Top, quelli di “Eliminator”, per intenderci, arriva “Crying”, con la sua base ritmica che pare generata artificialmente, ma con tutto il resto che suona più vero che mai, interventi di armonica a bocca inclusi, mentre “Fool” è decisamente all’insegna di un selvaggio hard rock blues, con un approccio quasi motorhediano, soprattutto per quanto riguarda la linea vocale e l’uso del basso. Ancora molto rock (piuttosto moderno) è “Dark Knight”, anche se con accenni quasi epici nel cantato (anche con voci filtrate) e nei ritornelli, uno dei brani più insoliti rispetto alla linea generale del disco, mentre si torna al classico e torrido rock blues con “Rolling And Tumble”, una sorta di rivisitazione in chiave più rock, ispirata al classico suonato da nomi quali Robert Johnson, Muddy Waters, Cream, Canned Heat e molti altri.
“Shake It” è un blues funk con tanto di fiati usati in maniera ritmica e un timing che, per l’appunto, invita a muovere il culo, e “Can’t Beat Time” è un torrido blues con la chitarra acustica e la batteria che accompagnano le voci di Amacher e della Michel che si alternano in una vocalità ruvida, con interventi di armonica, per un risultato scarno ma terribilmente efficace. Il pezzo è considerato dall’autore come uno dei più significativi del disco, ma non di minor fascino è l’hard blues stravolto di “Dirty House Blues”, con un minimalismo che ci può ricordare i Groundhogs. “Cash Smash Boogie”, con il suo shuffle incalzante, e un’atmosfera che guarda ancora agli ZZ Top, è un pezzo che guarda con ironia al mito del denaro e contiene un assolo di slide guitar acustico, di grande classe. Si arriva alla fine con “Well”, ballad dal sapore roots dalle tonalità sobriamente drammatiche.
Se l’intenzione di Amacher era quella di fare un disco che guarda all’essenza, l’intento è pienamente riuscito. Questo “Overdrive” è un disco che non concede nulla agli abbellimenti estetizzanti, è crudo, vero e diretto. Una scelta che forse non paga dal punto di vista commerciale, ma che mostra la vera essenza di un musicista che a questo punto della sua carriera vuole farsi vedere solamente per quello che è. Intenso e appassionato.

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Etichetta: Hoboville Anno: 2026 Tracklist: 01. Hell Yeah 02. Streets Are Golden 03. Crying 04. Fool 05. Dark Knight 06. Rolling And Tumble 07. Shake It 08. Can’t Beat Time 09. Dirty House Blues 10. Cash Smash Boogie 11. Well Sito Web: https://www.facebook.com/MarcAmacherOfficial |
