Maelstrom Metal Festival: Live Report

Per quanto possa apparire un po’ staccata dai grandi giri musicali, la città di Ferrara ha un cuore pulsante nel proprio underground musicale, che tra le sue opere concrete realizza già dal 2009 il Maelstrom Metal Festival, una interessante tre giorni all’aperto, ambientata in un’area non molto grande ma dotata di ogni comodità, compreso uno spazio per i concerti al chiuso in caso di pioggia. L’edizione 2011, oltre a una ricca parata di gruppi locali,  ha ospitato nomi importanti come National Suicide, Sabotage e Vanexa, mentre gli headliner della prima serata sono stati i vicini di casa Crying Steel. Ad aprire la serata sono invece i The Hot Pants, quattro ragazzi associati sotto la bandiera dell’hard rock californiano degli anni ’80. Per loro il Malestrom è anche l’occasione di presentare il secondo demo (che arriva a distanza di un anno dal precedente), e di realizzare uno show breve ma divertente, incentrato appunto sui propri brani. L’atteggiamento è quello giusto, le carte buone sembrano esserci tutte.

Passata la parentesi anni ’80, torniamo indietro idealmente di un decennio. I Voodoo Highway stanno vivendo un momento di particolare grazia, se si considera che il loro album d’esordio, “Broken Uncle’s Inn”, sta ricevendo consensi praticamente unanimi da ogni parte del mondo, cosa non da poco per un gruppo giovane come questo. Anche in questo caso, la band si mette alla prova uscendone nel modo migliore, grazie all’unione fra professionalità e autoironia, dimostrando, dall’accoglienza ricevuta dal numeroso pubbliico, che brani come “J.C. Superfuck” e “The Fire Will Burn Away” possono potenzialmente diventare dei classici, grazie a una performance impeccabile da parte di tutti.

Ancora un salto di decennio, almeno idealmente, perché in realtà i Crying Steel mantengono sì un piede nel passato, ma puntano gli occhi con fermezza verso il futuro. Futuro che significa un nuovo disco probabilmente nel giro d qualche mese, un nuovo cantante che dimostra sempre più l’avvenuta aggregazione con la parte più antica della formazione e con l’indomito zoccolo duro di fan che a ogni data, non c’è santo che tenga, sono puntuali sotto il palco, e nuovi brani che sono ormai diventati parte integrante del repertorio della band bolognese. Il (per la maggior parte) giovane pubblico ferrarese ha inoltre il grande pregio di amalgamarsi sotto il palco senza distinzioni di genere preferito, e accoglie con deferenza e nessun campanilismo (per chi non lo sapesse, tra Bologna e Ferrara ci sono antichissime rivalità, soprattutto di tipo calcistico; inoltre i bolognesi accusano i ferraresi di essere dei pessimi guidatori) gli headliner. Come finale, dopo la consueta “Next Time Don’t Lie”, una parte dei Crying Steel e una parte dei Voodoo Highway si associano per una coinvolgente versione di “Stand Up An Shout”, che chiude in grande stile una serata di apertura soddisfacente per tutti. Tutti meno gli organizzatori che, essendo il Maelstrom un festival all’aperto e senza nessun tipo di recinzione, mentre il dj set del dopo show trasmette gli Area, a turno veglieranno tutta la notte per evitare furti di materiale. Anche questo è rock and roll.

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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