Deep Purple – Recensione: Made In Japan

Non esiste una squadra di soli campioni, non esiste una classe di soli geni, non esiste una band composta solo da musicisti fuoriclasse……ad eccezione ovviamente dei Deep Purple. Molti li hanno definiti “icone”, altri “maestri”, altri ancora “leggende”: tutto vero ma altrettanto limitativo. La band nacque ufficialmente ad Hertford, Inghilterra, nel 1968, con un line-up che vantava nomi del calibro di Ritchie Blackmore, Jon Lord e Ian Paice (rispettivamente chitarra, hammond e batteria). Negli ultimi mesi del 1969, più precisamente durante la lavorazione del disco “deep purple”, Ian Gillan (voce) e Roger Glover (basso) presero il posto di Rod Evans e Nick Simpler…..ed eccoci al line-up decisivo: il mitico Mark-2, quello che sfonderà nella scena hard rock anni ‘ 70 dominandola senza confronti! Dopo ben 7 album e 3 di grandissimo successo (Deep Purple In Rock, Fireball e Machine Head) la band decise di organizzare un intenso live-show nel paese del Sol Levante e di crearne un LP dal titolo ‘Made in Japan’. Registrato in 3 serate dell’Agosto 1972 fra Tokyo e Osaka, il nostro capolavoro è considerato il live per antonomasia della storia del rock. La band ripercorre brani di spettacolare intensità quali “highway star”, ‘Child In Time’, la mitica ‘Smoke On The Water’, ‘Strange Kind Of Woman’ e altri ancora. Cd preferito di Ian Paice, Made in Japan è un LP molto particolare registrato senza apparecchiature sofisticate e sopratutto senza alcun lavoro di fonica: solamente mixando il suono. La produzione fu affidata alla “Warner Brothers” e il disco uscì nel dicembre del 1972 con una buona qualità audio e un mixaggio che definirei perfetto (considerando l’epoca). Non allo stesso livello valuterei la ristampa su doppio cd prodotta dalla EMI per il venticinquesimo anniversario del disco: nonostante siano interessanti le tre “encores” il suono risulta un po’ troppo aggressivo a discapito dell’hammond di Lord e a volte anche della batteria di Paice. Come spesso capita per i grandi lavori la prima pubblicazione resta sempre la più fresca! Non vale lo stesso discorso per le ristampe su vinile del disco in questione, infatti quella dell’etichetta specializzata “Simply Vinyl” è degna di nota. Il disco si apre con “highway star” e il preciso drumming di Paice inizia subito a creare l’atmosfera; mentre Ian scalda la voce per passare al suo falsetto diabolico Jon Lord si lancia in uno dei suoi solo che caratterizzano il “rock sinfonico” dei Deep Purple. Ed eccoci a ‘Child In Time’: i piatti suonano soavi e la voce inizia sottile per culminare nello screaming eccezzionale che Gillan ripropone in ogni concerto; magistrale anche l’interpretazione di Blackmore alla chitarra. Passiamo ora alla live-hit per eccellenza, quella che tutti suonano ma che nessuno suona come il nostro guitar hero: ‘Smoke On The Water’. I suoi riff sono pesanti e intriganti ma allo stesso tempo orecchiabili e coinvolgenti, ottimo il fraseggio chitarra-tastiere in chiusura. Il cd continua con “the mule”, l’assolo che tutti i batteristi sognano ad opera del grande Ian Paice mentre, proseguendo, abbiamo una bellissima versione di ‘Strange Kind Of Woman’ e un’eccezionale ‘Lazy’ (stupenda la intro di Lord). A chiudere il disco è ” space truckin’ “, traccia dilatata all’infinito in cui la band mette in estro tutta la capacità d’improvvisazione e tutta la grinta acquisita negli anni: davvero una grandiosa interpretazione! Per quanto riguarda le encores abbiamo una bella versione di ‘Black Night’, un’ottima ‘Speed King’ e ‘Lucille’ in chiusura, a sottolineare ancora una volta la genialità dell’improvvisazione marchiata Deep Purple. Vero sinonimo di qualità hard rock, ‘Made in Japan’ è uno dei dischi che il mondo ricorderà davvero per lungo tempo.

Etichetta: Warner Brothers (recorded in Osaka and Tokyo) - remastered by EMI

Anno: 1972

Tracklist:

01. Highway Star

02. Child in Time

03. Smoke On The Water

04. The Mule (drum solo)

05. Space Truckin'

"THE ENCORES"

01. Black Night

02. Speed King

03. Lucille


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