Delirious – Recensione: Made For The Violent Age

Siamo al terzo lavoro per i tedeschi Delirious giunti a definitiva maturazione con un prodotto decisamente sopra le righe. Benché di origine teutonica, la proposta musicale dei cinque thrasher di Hamm non si avvicina a quanto fatto dai connazionali Kreator, Destruction o Sodom, ma è impostata su canoni statunitensi. ‘Made For The Violent Age’ è un prodotto della bay area a tutti gli effetti anche se la sua genesi ha luogo nel cuore del vecchio continente, ma tutto questo non ha importanza dato che l’unica cosa che conta è l’effettiva qualità del platter che supera brillantemente la prova del fuoco portandoci canzoni di impronta ottantina ma di gusto moderno, coinvolgenti, dinamiche e articolate.

Iniziando con l’assalto frontale costituito da ‘Triple Six’ i Delirious ci regalano un capolavoro di thrash metal che si esprime con mid e up tempo, riff schiacciasassi, ritmiche serrate ed un cantato potente, molto simile nel timbro a quello del Chuck Billy degli ultimi Testament ma capace anche di spaziare campi più aperti e di non perdere colpi nemmeno negli episodi più melodici che necessitano un impostazione diversa (vedi la ballad ‘My Friends’). Un lavoro curato, d’impatto e completo che soddisfa pienamente l’appetito di thrash ma che dona qualcosa in più all’ascoltatore non limitandosi a scopiazzare quanto fatto dai maestri del genere ma personalizzando il sound con tocchi personali, mai banali o fuori luogo.

Voto recensore
7
Etichetta: Armageddon Music / Audioglobe

Anno: 2006

Tracklist: 01. Intro
02. Triple Six
03. I am the Enemy
04. Call me God
05. Sleep in Peace
06. Idiot Nation
07. Blood begins to Freeze
08. Hate Trader
09. My Friends
10. Down on Myself
11. The Sky Turns Red
12. Ragers Elite
13. In a Gadda da Vida

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