Lychgate – Recensione: Lychgate

Un disco di black metal legato alla tradizione ma capace di fare propri momenti melodici e sperimentali. E’ in questo modo che si potrebbe definire “Lychgate”, debut album omonimo del four piece di Cambridge. Per inciso, non c’è proprio nulla di nuovo o fuori dagli schemi nella proposta dei britannici, ma la professionalità è dalla loro parte, altrettanto un modus operandi sufficientemente armonico e personale, tale da mantenere viva l’attenzione durante l’ascolto. I brani si susseguono in massima parte veloci, supportati da tappeti di riff che lasciano trasparire un bagaglio tecnico molto valido, tradendo in effetti alcuni riferimenti al progressive di stampo Opeth / Ihsahn. Una derivazione che appare chiara nei pezzi più elaborati, come “Sceptre To Control The World” e “When Scorn Can Scourge No More”, arricchite da arpeggi meditativi e da un organo vagamente settantiano. Soluzioni melodiche che, abbiamo imparato, negli ultimi tempi flirtano piuttosto bene con il black metal. Tuttavia, i nostri inglesi non rinunciano a canali espressivi più tradizionali e per certi versi oltranzisti, da vedersi nel riffing compresso e nella sezione ritmica tellurica, ma non per questo monotona, di “Resentment” e “Dust Of A Gun Barrel”. Alcune punte di noia, generate a nostro avviso da passaggi strumentali incolore che di fatto appesantiscono dei brani, rappresentano invece un punto su cui il gruppo dovrebbe lavorare ancora, per rendere la proposta ancora più efficace. Nel complesso non ci si può comunque lamentare di un’opera prima che mette in luce buone idee e getta le fondamenta di una base su cui costruire il futuro.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Mordgrimm

Anno: 2013

Tracklist:

01.  The Inception
02.  Resentment
03.  Against The Paradoxical Guild
04.  In Self Ruin
05.  Sceptre To Control
06.  Intermezzo
07.  Triumphalism
08.  Dust Of A Gun Barrel
09.  When Scorn Can Scourge No More


Sito Web: http://lychgate.eu/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi