Powerwolf – Recensione: Lupus Dei

Quando si copia bisogna saperlo fare con un certo stile, un po’ come ai tempi della scuola. Ben venga allora un album come ‘Lupus Dei’, secondo full-length per i tedesco/rumeni Powerwolf, che in occasione della nuova release si allontanano in certa misura dai ritmi più squisitamente hard’n’heavy del debut ‘Return In Bloodred’ per abbracciare sonorità tipicamente power.

Inutile dire che quanto offerto dal five-piece è la fiera dello scontato. I brani sono carichi di cliché, tra cavalcate maideniane e “ritornelloni” di facile presa, doppia cassa, qualche tastiera che non fa mai male e un vocalist, Attila Dorn, dotato di un timbro graffiante e interpretativo. Eppure questo ‘Lupus Dei’ si fa apprezzare e anche molto, nonostante la band, come dire, “prenda in prestito” riff e a volte veri e propri passaggi appartenuti ora a Ozzy ora ai Maiden, ora agli Helloween ora ai Metallica. Sarà che queste citazioni sono poste sempre nei punti giusti, sarà che le canzoni sono talmente “ignoranti” e disimpegnate da farci sorridere e dimenare la testa come un mulinello, dopo un primo ascolto viene immediatamente voglia di risentire il disco e di cantare insieme al corpulento Attila i refrain esplosivi di ‘Saturday Satan’, ‘Behind The Leathermask’, ‘When The Moon Shines Red’ e soprattutto dell’anthemica ‘Tiger Of Sabrod’.

A quanto pare i Powerwolf hanno imboccato il sentiero giusto per piacere al pubblico. E a noi, con qui faccioni pittati e i loro ritmi irresistibili, stanno davvero simpatici.

Voto recensore
7
Etichetta: Metalblade / Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist: 01.Intro (Lupus Demonae)
02.We Take It From The Living
03.Prayer In The Dark
04.Saturday Satan
05.In Blood We Trust
06.Behind The Leathermask
07.Vampires Don’t Die
08.When The Moon Shines Red
09.Mother Mary Is A Bird Of Prey
10.Tiger Of Sabrod
11.Lupus Dei

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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