Lord Of The Lost: Live Report e foto della data di Trezzo sull’Adda

In una giornata quasi primaverile si tiene l’unica data italiana dei Lord Of The Lost e più precisamente al Live Music Club di Trezzo sull’Adda. La band celebra i quindici anni di attività con più di 500 show in 40 paesi diversi, 8 album in studio, 3 accompagnati dall’orchestra e 60 video musicali. Di recente pubblicazione anche l’album di cover “Weapons Of Mass Seduction”, dove la formazione tedesca rende omaggio a molti artisti con le loro uniche reinterpretazioni. Al nostro arrivo troviamo una lunga fila ordinata fuori dal locale con fan provenienti dalle più disparate parti d’Italia, chi dalla capitale, altri dall’Umbria e dalla Toscana, alcuni che li seguono dagli esordi (come la sottoscritta) e altri che li hanno scoperti di recente; merito della loro partecipazione all’ Eurovision con il brano “Blood & Glitter”, a dimostrazione di un’espansione del bacino di utenza dei loro fan sempre maggiore e che valica i confini dei generi musicali.

BLITZ UNION

Ad accompagnare i Lord Of The Lost nella data italiana troviamo due formazioni di tutto rispetto, i The Raven Age che saranno presenti in tutto il tour e i Blitz Union, che si alterneranno con Hell Boulevard e gli Empire Of Giants per il resto delle date europee. I Blitz Union, attivi dal 2019, propongono una miscela molto interessante di industrial metal che combina elementi EDM ed elettrizzante Rock’N’Roll con una spruzzata di Nu metal in stile Korn che fa subito presa sul pubblico, molto attento e ricettivo. Il frontman coinvolge molto i presenti ed è entusiasta di suonare per la prima volta in Italia, tanto che a fine concerto fa abbassare tutti in ginocchio prima del balzo finale e la consueta foto di rito che chiuderà un set breve, ma molto intenso che ci ha fatto scoprire questa formazione proveniente da Praga davvero molto valida.

THE RAVEN AGE

Il nome dei The Raven Age è noto a molti non solo per essere stata una delle band di supporto degli Iron Maiden, ma anche per la presenza del figlio di Steve Harris all’interno della formazione. La loro proposta a dire il vero si discosta molto da quella degli opener e anche dagli headliner, ed è più ancorata  a sonorità vicine al metal classico, arricchito da parti melodiche di ottima fattura che non disdegnano anche contaminazioni con il metal moderno. La band è molto carica e precisa, merito dell’esperienza accumulata in mesi di tour, e sa come intrattenere i presenti aizzando a dovere anche chi si trova in fondo della sala. Dopo aver espresso la volontà di ritornare presto dalle nostre parti, Matt (il cantante) invita tutti al banchetto del merchandising per foto e autografi, a dimostrazione dell’affetto che nutre verso il nostro paese.

LORD OF THE LOST

Dopo un veloce cambio palco è la volta degli attesissimi headliner, che entrano in scena accolti trionfalmente dai propri fan. La band è carica a mille e inizia in grande stile con brani molto amati come l’iniziale “Till Death Do Us Part”, la poderosa “Last Words” e la conturbante “Sex On Legs”. Chris informa i presenti che questo tour è iniziato come una sfida perché hanno dovuto temporaneamente sostituire Niklas Kaahl, il batterista, a causa di alcuni problemi di salute, con Jörn Schwarzburger, un componente del loro entourage e che in pochissimo tempo si è studiato tutta la scaletta, infatti quest’ultimo mostrerà alcuni appunti tenuti vicino alla batteria. Si continua con “Seven Days Of Anarvin”, “Live Today” e “Heart For Sale”, che incendiano a dovere gli animi dei presenti e scaldano il cuore della band, molto colpita dal responso ricevuto. Dopo l’esecuzione di “Die Tomorrow”, uno dei brani più amati e coinvolgenti inclusi nella set list, Chris ricorda che l’ultima volta che hanno suonato in Italia da headliner (al Legend Club) era successo in una delle giornate più piovose mai viste prima d’ora, mentre quella più bollente e afosa quando erano l’opener act dei Maiden a Bologna nell’estate 2022. Dopo l’esecuzione di “Raining Stars”, è tempo di presentare come si deve ogni componente della band e a tributare loro il giusto riconoscimento, e anche di ricordare la loro carriera iniziata quindici anni fa come gruppo dalle sonorità più pop, ma con l’obiettivo di suonare la musica che li facesse stare bene. Il frontman riferisce di aver visto un sacco di cover band italiane quando suonò in Italia nel 2006 con  il suo gruppo dell’epoca (i glamster The Pleasures, nda), ma che da sempre il suo obiettivo è stato quello di proporre del materiale originale, e soprattutto che il successo ora raggiunto non è arrivato tutto in una volta, ma grazie al duro lavoro.

La scaletta è ben bilanciata e alterna brani più datati ad altri di più recente uscita, dando spazio a un po’ tutta la loro discografia, con “Loreley” è impossibile non lasciarsi andare, mentre si rallenta il ritmo con una versione acustica di “Lighthouse”, dove Chris invita la gente ad accendere le torce dei telefoni e a dare un break al tecnico delle luci. “The Future Of A Past Life” e l’attesissima “Blood & Glitter” alimentano ulteriormente l’appetito dei fan facendo scorrere l’adrenalina a mille, mentre nella parte finale viene dato spazio all’ultimo lavoro in studio con le cover di “Shock To The System” di Billy Idol e “Unstoppable” di Sin. Harms afferma che più che una domenica sera sembra un weekend e che loro l’indomani avranno un day off per raggiungere la Svizzera, mentre a noi spetta una nuova giornata lavorativa, ma visto il successo ricevuto devono assolutamente ritornare l’anno prossimo. Durante l’esecuzione della dirompente “Bad Romance” di Lady Gaga, lo scatenato cantante scende per salutare le prime file e a dare le mani fino al bancone del bar, poi una volta tornato sul palco afferma che chi è familiare con i loro live sa che non sono soliti uscire e rientrare per i bis e concludono lo show con l’esecuzione della bellissima ed emozionante “One Last Song”, con la promessa di tornare al più presto. Sulle note della divertente “YMCA” la band lancia plettri, scalette e saluta ancora una volta il suo pubblico, che sembra non volerli mai lasciare andare. Quando si accendono le luci non manca la tappa al banchetto del merchandising per gli ultimi acquisti, scattare una bella foto di gruppo con i Blitz Union, che sono ancora li a concedersi gentilmente ai fan, e dirigersi verso il parcheggio del locale soddisfatti della serata e delle tre performance.

Setlist:

01 Till Death Us Do Part

02. Last Words

03. Sex On Legs

04. Seven Days Of Anavrin

05. Live Today

06. Heart For Sale

07. Die Tomorrow

08. Go To Hell

09. Six Feet Underground

10. We’re All Created Evil

11. In Silence

12. Raining Stars

13. Loreley

14. Forevermore

15. Be Still And Know

16. Euphoria

17. Lighthouse

18. For They Know Not What They Do

19. The Future Of A Past Life

20. Blood & Glitter

21. Shock To The System

22. Unstoppable

23. Bad Romance

24. One Last Song

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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