London Underground – Recensione: London Underground

Strani eventi possono accadere nella ‘Metropolitana di Londra’. Si sale su di un vagone e, per qualche capriccioso scherzo del destino, alla fermata successiva si scende nei primi anni ’70, in un mondo nel quale i Beatles jammano in uno stato mentale alterato con gli Who, dopo averli conosciuti ai corsi della Scuola di Canterbury… La visione/idea del batterista e cantante Daniele Caputo è quella di omaggiare&ibridare i nomi appena citati (e diversi altri, come nell’Hendrixiana ‘Watcha Gonna Do’), con un amore che non sfocia nel semplice ricalco degli originali, ma nel mescolarli abilmente. ‘Magda K’, ad esempio, appoggia una voce ‘Gentle Giant-esque’ ad un loop di percussioni e organo distorto del quale è difficile stabilire la collocazione cronologica passata o presente, ‘The Worst Is Yet To Come’ cita gli Scarafaggi con un tocco di nera ironia, ‘Squadron Leader’ approccia gli Who con piglio Canterburiano e ‘Was She Worth My Time’ (domanda eccellente in ogni epoca) usa il colore Pink Floyd e morbidissimi veli di archi per espandere i confini di una ballata pop deliziosa e sognante, nelle sue malinconiche screziature. Un viaggio in metropolitana breve, ma interessante oltre le aspettative.

Voto recensore
7
Etichetta: Record Heaven/Self

Anno: 2000

Tracklist: Kultual Opus #1 / Magda K. / Worst Is Yet To Come / Squadron Leader / Everywhere I Go / Mass Baptizer / Was She Worth My Time / Love Is A Beautiful Thing / Watcha Gonna Do

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