Lingua Mortis Orchestra – Recensione: LMO

Rage e Lingua Mortis Orchestra, come Dottor Jekyll e Mister Hyde. La band di Peavy Wagner, dopo la pubblicazione dell’album, che nel 1996 portò in auge il metal sinfonico, ha proseguito la propria carriera dando vita ad opere in cui spesso convivevano le due identità, quella heavy e quella orchestrale, come nei capolavori “XIII” e “Speak Of Death”. A partire dal tiratissimo “21”, uscito lo scorso anno sotto il monicker Rage, il gruppo tedesco ha deciso di scindere le due anime, lasciando al progetto Lingua Mortis l’onere e l’onore di presentare i lavori orchestrali. “LMO” riprende quindi le atmosfere più magniloquenti e sontuose a cui ci avevano abituato Wagner e Smolsky in passato, impreziosite dalle eteree vocals femminili di Jeanette Maechewka e Dana Harnge.

I brani della Lingua Mortis Orchestra, diciamolo subito, sono di altissimo livello, sia per coinvolgimento emotivo, sia per il perfetto mix tra passaggi prettamente metallici e dosi massicce di musica sinfonica, finemente composta ed arrangiata. L’opener “Cleansed By Fire”, con i suoi dieci minuti di durata, è dotata di un crescendo esplosivo, che sfrutta appieno le potenzialità dell’orchestra, tra momenti corali e cinematografici, alternati ai riffoni di Smolsky. Peavy, sgraziato e ruggente come sempre dietro al microfono, si affianca perfettamente alle female vocals, creando un contrasto suggestivo, come nella cupa ed horrorifica “Scapegoat”. “Lament” è una ballad dolcissima e soffice, che rappresenta il lato più soave e limpido della LMO e permette al guitar hero di origini bielorusse, di sfoggiare tutto il proprio gusto melodico in fase solista. L’ingresso possente della sezione d’archi, dei fiati e del pianoforte fa girare letteralmente la testa, in una song come “Witches’ Judge”, comunque teutonica nell’incedere ritmico. Di tanto in tanto la Lingua Mortis Orchestra adotta soluzioni già sperimentate in passato dai Rage, ma sono talmente elevati appeal e coinvolgimento emotivo, che ci lasciamo piacevolmente trascinare in questo universo sinfonico, tra stacchi di violini, fughe pianistiche e avvolgenti refrain corali.

“LMO”, senza troppi giri di parole, è l’essenza del metal sinfonico. Un disco perfettamente equilibrato, per nulla stucchevole, ma raffinato nel suo saper sapientemente miscelare, senza eccedere né da una parte né dall’altra, power metal e musica classica. I Rage ci regalano l’ennesimo disco imperdibile per i fan, confermandosi un’assoluta garanzia di qualità, nonostante il passare degli anni. Quindi, cosa aspettate a prendere il vostro posto a teatro? Lo spettacolo sta per cominciare…

Voto recensore
7,5
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2013

Tracklist:

01. Cleansed By Fire
a) Convert The Pagans Pt. 1
b) The Inquisition (instrumental)
c) Convert The Pagans Pt. 2
02. Scapegoat
03. The Devil's Bride
04. Lament
05. Oremus (instrumental)
06. Witches' Judge
07. Eye For An Eye
08. Afterglow


Sito Web: https://www.facebook.com/Linguamortisorchestra

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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