The Haunted – Recensione: Live Rounds In Tokyo

Operazione non nuova ma per una volta interessante quella della Earache. Il secondo disco di uno dei gruppi post-thrash più importanti e apprezzati al mondo si fa da parte e diventa “solo” il bonus-CD di un album dal vivo registrato in Giappone. Davvero niente di nuovo, ma ‘Live Rounds In Tokyo’ cattura veramente l’intensità dei The Haunted dal vivo, riuscendo a riproporne il grandissimo tiro, la precisione tecnica e non da ultima la rabbia feroce che la band riversa nell’esecuzione sul palco. ‘Bury Your Dead’, ‘Shattered’, ‘In Vein’, ‘Bullet Hole’ e la preferita di tutti ‘Hate Song’ escono rinvigorite dal trattamento live, con la grinta e la voce di Marco Aro a tirare il gruppo interagendo col pubblico e dimostrando di saperci davvero fare. Chiaramente l’infilare 16 pezzi uno in fila all’altro rende il fluire del concerto un po’ ripetitivo, dato che il metodo di scrittura del gruppo è evidentemente limitato ad una velocissima scarica di derivazione thrash, ma ‘Live Rounds In Tokyo’ è anche un’istantanea utile a ricordare Anders Bjorler, ormai uscito dal gruppo, ed è senza dubbio ritratto fedele dei The Haunted: qualche difetto (la ripetitività), molti pregi (un’essenza devastante, capacità tecniche finissime) e una posizione invidiabile del metal-dome attuale.

Voto recensore
7
Etichetta: Earache / Self

Anno: 2002

Tracklist: CD1 – Live Rounds In Tokyo: Intro / Dark Intentions / Bury Your Dead / Chasm / Trespass / Shattered / Hollow Ground / Choke Hold / Leech / In Vein / Revelation / Bullet Hole / Silencer / Three Times / Undead / Hate Song / Eclipse (Bonus studio song) CD2 – The Haunted Made Me Do It: Dark Intentions / Bury Your Dead / Trespass / Leech / Hollow Ground / Revelation / The World Burns / Human Debris / Silencer / Under The Surface / Victim Iced

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