Void Of Sleep: Live Report della data di Ravenna

I fortunati abitanti di Romagna e dintorni avranno di certo trascorso un weekend all’insegna della buona musica. Occhi e orecchie sono tutti per i Void Of Sleep, band neonata nella scena underground Italiana ed internazionale che ha offerto una performance di alto livello, incentrata sulla promozione del loro debut album “Tales Between Reality and Madness”. Curiosità, stupore e apprezzamento: questi gli elementi principali che hanno caratterizzato il concerto del quartetto romagnolo.

Ad aprire le danze sono i Nostrani Hierophant, una realtà che si sta creando un proprio spazio nella scena underground internazionale, la cui proposta musicale consiste in un calderone di hardcore, black metal, sludge, doom e post-black. Quando i ragazzi fanno il proprio ingresso, il locale è ancora semi vuoto ma questo non li demoralizza ed è così che ha inizio il proprio set con “Faith”, brano estratto da “Great Mother: Holy Monster”, in uscita questa primavera per la casa discografica statunitense Bridge Nine Records, con la quale hanno da poco firmato un contratto discografico. La successiva “As Kalki” è uno dei brani più emblematici del set, che nel primo album della formazione, “Hierophant”, vedeva la partecipazione di Dwid Hellion della band hardcore punk statunitense Integrity. Per coloro che ancora non conoscono questo gruppo, possiamo affermare che il sound della band rimanda molto a quello dei Converge e dei The Secret (tanto per menzionare volti noti del genere). Purtroppo alla band non sono mancati gli inconvenienti, a cui però ha saputo ovviare: nonostante l’infortunio alla caviglia, il batterista Ben ha dato ampia dimostrazione delle sue capacità tecniche, mentre il cantante Karl, pur dovendo combattere con un microfono non propriamente funzionante, ha regalato un’ottima prestazione, dimostrando di avere grande presenza. Dopo un’ora scarsa di esibizione, il pubblico si appresta ad accogliere i veri protagonisti della serata: i Void Of Sleep.

Formatisi a Ravenna nel 2010, i Void Of Sleep presentano influenze che vanno dai Black Sabbath ai Pink Floyd, dai Mastodon ai Neurosis, dai Tool ai Red Fang. Il genere proposto va dallo stoner allo sludge, legandosi anche al filone dello psychedelic rock. Questa serata è dedicata alla promozione del primo album, “Tales Between Reality And Madness”, in uscita a breve per Aural Music, che ha già ottenuto eccellenti critiche sia in Italia, sia all’estero. Seppur sia il loro album d’esordio, esso è composto da solo sette tracce, di durata considerevole, ma mai monotone. Alcuni brani proposti in quest’occasione richiamano gli elementi che caratterizzano le sonorità dei Tool, come ad esempio “Sons Of Nothing”, “Ghost Of Me”, “Blood On My Hands” e “Mirror Soul Sickness”, dando prova che il loro sound sia molto variegato. Molti forse avevano già imparato a conoscere il quartetto ravennate grazie all’Ep “Giants and Killers”; in questo debut si evince una maggiore maturità del sound della band: nella prima parte dell’album, sono lo stoner e lo psichedelico a farla da padrone, mentre la seconda è decisamente più rilassata. Nonostante non siano più giovanissimi, questi musicisti sul palco si comportano come dei ragazzini, divertendosi e coinvolgendo il proprio pubblico, annaffiandolo con fiumi di grappa. L’unica nota dolente della serata, a parer mio, è stata forse la breve durata del set, che si è consumato a malapena in un’ora e quindici minuti. Sebbene non ci sia stata una grande campagna pubblicitaria per l’evento, c’è stata una discreta presenza di pubblico (circa 300 persone), probabilmente dovuta all’ingresso libero.Da rivedere all’interno di qualche festival a confronto con band di natura simile.

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