The Cure: le foto della data di Bologna

Assistere a un concerto dei The Cure la sera di Halloween ha di sicuro una componente simbolica, e contribuisce a dare una nota di maggiore suggestione all’evento. In realtà, osservando con attenzione il pubblico che affolla l’Unipol Arena questa sera, si può osservare che gli outfit sono per la maggior pare nella norma. Fra vecchi affezionati che seguono la band dagli anni 80, genitori con figlie adolescenti e fan giovani e agguerrite, le acconciature a tema sono poche e i dark impenitenti ancora meno. A Robert Smith però, è evidente, non importa. Gli basta uno sguardo, il suo ingresso in scena silenzioso, fatto da una camminata lenta e compassata con cui percorre il palco a salutare le prime file, per stregare tutti. Ed è solo il preludio a un’esibizione lunga, come di consueto nella storia della band, accompagnata da giochi di luce emozionanti e una carrellata di brani che attingono da tutta la storia di un gruppo che, pur non appartenendo al metal vero e proprio, incontra spesso l’approvazione anche di chi è dedito a questo genere.

THE TWILIGHT SAD

THE CURE

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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