Rage: Live Report della data di Milano

Il Rainbow Club di Milano ospita questa sera un concerto tutto made in Germany, con la partecipazione di due act di metal classico che si sono vieppiù imposti tra le preferenze del pubblico italiano: Rage e Freedom Call. In un tour che per molti versi ha lasciato sorpresi i fan dei Freedom Call eccoci a commentare il concerto della band tedesca, che si ritrova on stage a più di un anno dall’uscita dell’ultimo platter, il favoloso ‘The Circle OF Life’, senza nessun nuovo lavoro in vista.

Interessante notare come il gruppo abbia a disposizione un set decisamente corposo , che supera abbondantemente un’ora di repertorio.

Nel complesso la perfermance dei nostri è decisamente ottima e i Rage, che suoneranno dopo, dovranno sudare sette camicie per poter rivaleggiare con i Freedom Call.

La scelta della scaletta spazia in tutti e quattro gli album sino ad ora prodotti.

La partenza dello show è puntuale e basata su due piatti forti, ossia ‘Warriors’ (da ‘Eternity’, 2002) e ‘We Are One’ (dal primo album ‘Stairway To Fairyland, 1999); il primo pezzo è un brano cadenzato e possente mentre il secondo è un power speed ultramelodico di grandissimo valore, una delle migliori song di power metal scritte in assoluto.

Sin dalle prime battute si nota come i nuovi membri della band, il bassista Armin Donderer, il chitarrista Lars Rettkowitz ed il tastierista Eero Kaukomies (che sostituisce momentaneamente il musicista ufficiale), si siano ben integrati.

Colpisce in particolare la tecnica del nuovo solista alla chitarra, che riesce a farsi valere in più occasioni, anche se non al punto di rubar spazio al formidabile Chris Bay (voce e chitarra).

E’ proprio Chris che annuncia finalmente un brano dell’ultimo album, ossia ‘One Nation’, un cadenzatone epico che fa cantare tutto il pubblico e finalmente permette di far uscire come si deve anche i brani dell’ultima fatica della band.

Gli astanti, che ad inizio show erano veramente scarsi numericamente, pian piano aumentano di numero e con essi aumenta il calore che sostiene il concerto, che incontra un’ulteriore impennata con l’esecuzione di un classico come ‘Metal Invasion’, conosciuta da molti e cantata in coro dai più.

Anche Dan Zimmerman, il bravissimo batterista (anche Gamma Ray) si fa valere, soprattutto quando si dà spazio a pezzi un po’ particolari e fuori dagli schemi come la recente ‘Mother Earth’, che con il suo andamento rock strascicato riesce a coinvolgere un po’ tutti e si rivela molto efficace nell’esecuzione live.

Dopo alcuni altri brani, tutti da ricordare, il concerto si volge alla conclusione, senza dimenticare il passaggio di altri classici come ‘Freedom Call’ e ‘Land Of light’, che come da copione, fa zompettare buona parte del pubblico grazie al ritmo travolgente e trascinante.

Ottima prestazione.

I Rage calcano il palco del Rainbow sulle note di ‘Speak Of The Dead’, titletrack dell’ultimo e ottimo studio album dal quale saranno estratte la maggior parte delle canzoni proposte questa sera.

Peavy Wagner si mostra fin da subito in forma smagliante, le sue vocals sono sempre più incisive e versatili, accompagnate da buon doti da performer, che sornione e forte ormai di una popolarità acquisita, ammicca in continuazione al pubblico milanese, partecipe per tutta la durata dello show. Uno show che, dicevamo, andrà a privilegiare il recente ‘Speak Of The Dead’, dal quale i tedeschi estrarranno tra le altre ‘NO FEAR’ (ottima power metal song con un ritornello che cattura), ‘Full Moon’ e (un plauso a una scelta tanto coraggiosa) l’intera ‘Suite Lingua Mortis’, un brano barocco composto da otto parti in cui l’heavy metal e la musica classica, le due principali facciate del sound dei nostri, si inseguono e si mischiano in sorprendente armonia, complice l’ottimo songwriting di Victor Smolski, autore del brano. E proprio Smolski sarà qui protagonista di un assolo apprezzato dall’audience meneghina, che poco prima era stata colpita dal lungo drum set di Mike “The Sexiest Drummer Of The World” Terrana, uno degli ultimi zingari del rock (il nostro ha dato il suo contributo in numerose band, tra cui Squealer, Artension, Axel Rudi Pell e Kiko Loureiro, solo per citarne alcune), un performer dalle doti tecniche sorprendenti. Ma lo spettacolo non è ancora giunto al termine. Spazio anche ad alcune glorie del passato richieste a gran voce dal pubblico che canterà successivamente insieme a Peavy, tra cui ‘Don’t Fear The Winter’, stasera rielaborata con delle intromissioni in chiave jazz davvero ottime, poi ‘Down’, che scatena l’entusiasmo dei presenti e infine ‘Higher Than The Sky’, il vero “inno” della band con il quale i Rage si congedano dai fan di Milano.

I tedeschi sono stati dunque protagonisti di uno show di ottimo livello, confermandosi uno degli act power metal più rappresentativi e amati dal pubblico italiano.

Foto Di Leonardo Cammi

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