Paul DI’Anno: live report della data di Bologna

Dai, su, davvero, non ci avevate mica creduto quando Paul Di’Anno  ha annunciato il suo ritiro, vero? Ad ogni modo, chi era già in allarme si tranquillizzi, il primo cantante degli Iron Maiden lascia già trapelare quando è ancora sul palco che questo suo passaggio non sarà l’ultimo. Preceduto in scena dai Children Of The Damned, rinomata tribute band (che però ha anche fatto del repertorio proprio) che apre le danze con un repertorio dell’era Dickinson, e dai Rain, che invece propongono un repertorio proprio, Paul Di’Anno si affaccia sul palco del Blogos con l’aria di un generale pronto per la pensione, appesantito, sudato e zoppicante. Minato nel fisico, Di’Anno non se la passa certo meglio per quanto riguarda la voce, contorta e rugginosa per quasi tutto il tempo, tendente al growl in alcuni casi, capace di riacquistare la vellutata delicatezza degli esordi solo sulla strofa di “Remember Tomorrow”, che dedica al compianto Clive Burr. Anche gli intermezzi strumentali, rappresentati da “The Ides Of March” e da “Transylvania”, a cui possiamo aggiungere di diritto anche “Phantom Of The Opera”, oltre a deliziare chi ama le radici della storia della Vergine di Ferro, sono evidentemente una scusa per consentirgli di rifiatare. Quello che invece colpisce straordinariamente in positivo è lo spirito che Di’Anno mantiene per tutte la durata del concerto. Se la voce non c’è più, la voglia di stare sul palco il più a lungo possibile, dimostrando a chi è presente il suo attaccamento per la situazione live e soprattutto la grande voglia di divertirsi, è rimasta quella di sempre. Lo dimostrano anche le chiacchierate in un inglese smangiucchiato che Di’Anno intrattiene con il pubblico tra un pezzo e l’altro, da piegarsi in due dal ridere se si riesce a capirlo. Ce n’è per tutti, dagli insulti verso Berlusconi in poi, tutto detto con grandissima ironia tipicamente britannica, e il pubblico, indipendentemente dalla diversa età ed estrazione (dai giovani punk con la cresta alta trenta centimetri al vecchio biker rissoso con due bicchieri pericolanti in una stessa mano), apprezza indistintamente. Oltre al finale che torna alle origini del punk con “Blitzkrieg Bop”, a dimostrazione delle radici che comunque i primissimi Maiden avevano in questo genere, viene ripescato anche “Marshall Lockjaw”, un brano dei Killers, la band che, stando alle ultime dichiarazioni, Di’Anno vorrebbe tirare fuori dalla naftalina nei prossimi anni. Poi magari faranno un tour assieme a cui non andrà nessuno, Di’Anno litigherà con tutti e tornerà a fare i pezzi dei primi due album dei Maiden maledicendo i suoi ex compagni, per cui non disperate. Di sicuro il tour appena concluso non è la fine di tutto, e Di’Anno se ne frega talmente tanto del fatto di essere qualcosa di vagamente simile ad una rockstar che non si può non volergli bene all’istante.

Setlist Paul Di’Anno:

–          Sanctuary

–          Prowler

–          Wratchild

–          Marshall Lockjaw

–          Murders In The Rue Morgue

–          The Beast Arises

–          The Ides Of March

–          Children Of Madness

–          Killers

–          Remember Tomorrow

–          Charlotte The Harlot

–          Piantom Of The Opera

–          Transylvania

–          Running Free

–          Blitzkrieg Bop

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login