Odd Dimension: Live Report della data di Casale Monferrato (AL)

C’è una sincera emozione nel raccontare il ritorno ad un concerto live da spettatore, le stesse che, sono certo, hanno provato i membri degli Odd Dimension, nel calpestare nuovamente le assi di un palco in quel di Casale Monferrato.

Uno dei cortili del castello della cittadina piemontese ha infatti ospitato una serata di musica particolare quanto inattesa: se infatti le sedie disseminate a distanza di sicurezza per i protocolli Covid non sono una prassi tipica di un concerto rock, ancor meno lo è uno show incentrato su un unico concept album di prog metal (non esattamente un genere che prevede adesioni di massa da parte del pubblico). Eppure la band, ormai formata da membri provenienti da differenti località italiane, come ha voluto sottolineare il fondatore e bassista Gigi Andreone, ha messo in scena uno spettacolo ad altissimo tasso di professionalità, preparazione musicale e coinvolgimento, trasformando un’afosa domenica sera di fine giugno in un evento che valeva la pena di raccontare.

Gli Odd Dimension, senza troppi fronzoli e amarcord, decidono di puntare al presente tramite la riproposizione integrale del recente “The Blue Dawn” uscito per Scarlet Records senza dubbio il loro miglior prodotto discografico (pur riconoscendo il valore intrinseco anche delle prime due pubblicazioni) riuscendo a portare sul palco anche buona parte degli ospiti presenti sul disco, vale a dire le bravissime cantanti Aileen ed Eliana Parodi (essenziali per la riuscita dello spettacolo), nonché il magico violoncello di Daniela Caschetto che ha incantato la platea su “Escape To Blue Planet” e “Solar Wind”.

Seguendo quindi la sequenza di tracce dell’album, nonché la narrazione della storia dei viaggiatori Markus ed Eloise, il nucleo storico formato dal già citato Andreone, Gianmaria Saddi e Gabriele Ciaccia ha avuto modo di presentare al pubblico i due innesti deluxe della formazione, vale a dire la possente ma vellutata ugola di Jan Manenti e il talentuoso batterista Marco Lazzarini che hanno portato un boost decisivo ad una band già rodata ma che aveva bisogno di uno scossone visti i cambi di formazione e la pausa forzata durata qualche anno (ricordo di averli visti in sede live di spalla a Circus Maximus e DGM nel lontano 2013). A parte qualche fisiologica imprecisione nei suoni (soprattutto per quanto concerne la chitarra ritmica) che è stata comunque corretta durante lo show, il collettivo Odd Dimension è stato pressochè inappuntabile con alcuni momenti davvero magici come “Landing On Axtradel”, “Life Creators” e “Flags Of Victory”: sezione ritmica senza sbavature, il gran lavoro di Saddi (non facile riproporre partiture del genere essendo un unico chitrarrista) e Ciaccia a disegnare melodie mai banali ed un Manenti dalla gran presenza fisica ma soprattutto dalla sapiente preparazione vocale.

In chiusura, l’inaspettata cover del classico dei Dream Theater, “Pull Me Under”, band capostipite del genere a cui si dedicano gli Odd Dimension e che, come sottolineato da Manenti, è stata il comune denominatore che ha fatto incontrare questi musicisti e la quale conformazione attuale meriterebbe slot importanti anche fuori dall’Italia (come già successo in passato), se, come tutti ci auguriamo, il carrozzone della musica live ripartirà a ritmo costante. Bravi!!!

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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