Obscura: Live Report e foto della data di Milano

Il concerto milanese degli Obscura è cominciato malissimo ma finito in modo impeccabile. Il perché di questo intro è molto facile: ditemi voi la percentuale di probabilità di trovare ben due incidenti autostradali tra Brescia e Milano, arrivando con oltre un’ora e mezza di ritardo davanti alle porte del Legend Club. Questo ha portato il sottoscritto (Riccardo) a entrare nel locale nell’esatto momento della prima canzone degli andoresi Persefone, ma lascio a Giorgio (che è arrivato molto più in anticipo di me) il compito di raccontarvi quanto fatto dalla band di apertura: i Disillusion.

DISILLUSION

L’entrata sullo stage dei Disillusion è accompagnata da moderati applausi da parte della piccola porzione di pubblico già presente a inizio show, che si appresta in questo momento ad ascoltare con curiosità la proposta del gruppo tedesco. Da subito si può percepire quanto la band punti sul fattore prog, proponendo brani articolati e di non facile ascolto, sebbene le melodie presenti in molti di questi lascino segni più emotivi rispetto alle note tecniche e contorte che fuoriescono dagli amplificatori.

I nostri sul palco si muovono discretamente bene, senza trasmettere particolari emozioni ma riuscendo alle volte a coinvolgere il pubblico (non tutto), che si fa sentire partecipe senza osare oltrepassare quella soglia del semplice gradimento. A fine esibizione la band propone “Tormento”, un estratto del prossimo disco in uscita a novembre, seguito da un piccolo invito al pubblico di preordine al banco merch una volta concluso lo show. Amanti del prog, forse questo è un gruppo che può rapire almeno in parte la vostra attenzione, molto più blandi rispetto agli headliner Obscura ma comunque non da sottovalutare troppo.

Setlist:

  1. Am Abgrund
  2. Alone I Stand In Fires
  3. The Great Unknown
  4. Alea
  5. …And The Mirror Cracked
  6. The Black Sea
  7. Tormento

PERSEFONE

Eravamo rimasti alla mia corsa dal parcheggio all’ingresso per vedere almeno le due band principali e fortunatamente questo si avvera, riuscendo a godermi tutto il concerto dei Persefone che seguo dai tempi di “Spiritual Migration” con molto interesse, ma che fino ad ora non avevo mai potuto vedere dal vivo.

Com’è ovvio che sia, la scaletta è prettamente focalizzata sull’ultima fatica “Metanoia”, che li ha sanciti come realtà solida con chiare e personali caratteristiche, rendendoli ben distinguibili dalla massa di band contemporanee dello stesso filone del melodic death metal. L’ovazione è totale e conferma tutte le mie aspettative, meritano l’ascesa conseguita con gli ultimi tre dischi. Il gruppo è numeroso per le dimensioni del palco, ma ciò rende tutto molto più bello e sentito, con i Persefone emozionati per i continui cori durante le presentazioni dei sette brani suonati. Inaspettato anche che praticamente più della metà dei presenti conosca a memoria i testi, cantando sempre con Marc. Unico episodio storto di un concerto gradevolissimo è stata la rottura di una corda della chitarra di Rüdiger prima di suonare “Living Waves”. Ne hanno approfittato così per parlare col pubblico e scattare delle foto al volo con i loro smartphone personali prima di farlo con il fotografo ufficiale a fine esibizione. Il set si conclude con “Katabasis” e “Mind As Universe”, due brani diventati delle vere e proprie hit per la band ed i suoi seguaci. Sicuramente da tenere sotto osservazione per quello che ci proporranno nel futuro più prossimo, vista l’incredibile performance precisa e impeccabile messa in atto stasera, suoni compresi.

Setlist:

  1. The Great Reality
  2. Stilness Is Timeless
  3. Prison Skin
  4. Merkabah
  5. Living Waves
  6. Katabasis
  7. Mind As Universe

OBSCURA

Chiudono questa tecnicissima serata i tedeschi Obscura, forti dell’ultimo “A Valediction”, che ha messo d’accordo tutti i fan più critici della band. Onestamente non è un gruppo che riesco ad ascoltare con continuità: un po’ per mio limite, in quanto davvero da seguire con attenzione e metodo, un po’ per le vicende in cui si sono resi protagonisti negli anni scorsi che mi hanno fatto perdere molto interesse. Ma come per i tantissimi presenti, la fiamma si è riaccesa subito grazie proprio all’ultimo album, di conseguenza non volevo mancare.

Dall’ultimo loro concerto che ho visto sono passati secoli, quindi considero questo 15 settembre come un nuovo battesimo, una nuova iniziazione nel technical death metal egregiamente ricambiato da una performance tritaossa e pressante. Non si possono chiedere da loro salti e prestazione fisica sul palco, perché non è quello che vogliamo; stasera siamo qui per crogiolarci nelle capacità tecniche della band, venendo subito ripagati con “Forsaken”, “Solaris” e “Ocean Gateways”. Un sorridente Steffen scambia piacevolmente sempre qualche parola col pubblico che risponde a bestemmie. Di solito non mi soffermo molto su questo aspetto, ma se vedete che il front-man replica vistosamente con “no” e “Porco DUE” forse, e dico forse, sarebbe stato il caso di smettere. Avete decisamente rovinato l’ottima atmosfera dovuta a dichiarazioni di amore per il nostro paese di Steffen, alludendo ad altre band che ci considerano come “shitaly” (cercheremo di approfondire nda). Davvero, mi sono cascati i cosiddetti.

Il concerto prosegue con maestria e attacchi immediati per canzoni che solo a guardare le dita dei protagonisti ci si perde in calcoli matematici di come si riescano a suonare così tante note in così poco tempo. Anche il nuovo entrato David alla batteria esegue un lavoro da staning ovation, distruggendo come si deve il rullante, più preciso di un orologio atomico.Il picco si raggiunge con “The Anticosmic Overload”, la mia canzone preferita in assoluto della band tedesca, che dal vivo suona molto meglio che su formato fisico. I ritmi sono alti, forsennati e devastanti perpetuando in questa funziona tecnica senza precedenti, oltre a un grande ringraziamento ai presenti per aver portato pazienza per oltre due anni a causa di ovvi motivi.

Questo concerto si conclude con “Septuagint” e “Incarnated”, decretando la fine dell’evento per eccellenza per gli amanti di super tecnicismi e della teoria pura. Nulla da aggiungere, siamo stati alunni del professor Obscura.

Setlist:

  1. Forsaken
  2. Solaris
  3. Ocean Gateways
  4. Emergent Evolution
  5. A Valediction
  6. Devoured Usuper
  7. The Anticosmic Overload
  8. Orbital Element II
  9. Universe Momentum
  10. Akróasis
  11. When The Stars Collide
  12. Septuagint
  13. Incarnated
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2022


Sito Web: https://realmofobscura.com/

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