Metallica: Live Report della data di Imola

In un giorno in cui il caldo non ha risparmiato nessuno, dilaga una serata di musica metal che in tanti aspettavano per il ritorno dell’intramontabili Metallica in quell’autodromo di Imola, ormai da anni sfondo di spettacoli live che hanno visto sfilare personaggi illustri della musica nazionale ed internazionale.

Il “nastro” del giorno 17 alle 14.30 viene tagliato dagli WATER IN FACE, vincitori dell’Heineken Jammin’ Festival Contest. La band formata da due soli elementi, da’ una dimostrazione delle possibilità che la musica mette a disposizione, creando una scarica di decibel convulsa e feroce, perfezionata da una presenza scenica di rispetto.

L’ambiente diventa ancora più incandescente, quando ad occupare il palco sono gli svizzeri AMPHITRIUM. Coronano il tour che li vedrà impegnati per gran parte dell’estate con un’esibizione di fronte ad un pubblico che si fa già imponente e vivace. Propongono un repertorio che ruota intorno a pezzi che fanno la loro storia e nuovi brani inseriti all’ultimo momento nella scaletta finale. Il pubblico sembra già stremato per le grandi temperature e per l’aria respirata e forse anche per i prezzi insostenibili delle bevande.

Ma un gran lancio d’acqua rigenera una folla, che con l’annuncio della vera promessa del metal odierno, i TRIVIUM, si spinge oltre dimostrando che la fama che si tirano dietro non è frutto di sole chiacchiere. La band di Orlando, Florida, si scioglie affermando la sua indole folle. L’intro funge da ‘ motorino d’avviamento ‘ per i sette brani successivi radicati nel thrash anni ’80 e ’90 richiamando i giorni della gloria di Metallica, Slayer, Pantera e Testament. La gente sembra apprezzare, le gambe volano e i più lontani applaudono da ‘Like Light To The Flies’ a ‘Pull Harder On The String Of Your Martyr’ brano che chiude l’esibizione live dei Trivium salutati da un bagno di folla scalpitante.

È la volta di una band palesemente schierata contro l’amministrazione Bush, i LIVING THINGS, intrattenitori di una parte di pubblico limitata, che canta e si sbraccia al suono di ‘No New Jesus’, ‘Bombs Below’, ‘I Owe’, ‘Bom, Bom, Bom’. Volano oggetti sul palco, e Lilian, forse per sedare gli animi o per incitarli maggiormente, improvvisa una sorta di spogliarello mostrando la parte più intima del suo corpo. Dopo un quarto d’ora pieno di continue sorprese e una platea sempre più fitta i fratelli Berlin chiudono la loro esibizione con ‘On All Fours’ e lasciano spazio alla band successiva.

I LACUNA COIL, reduci dalla tournee che li vedeva impegnati come supporter dei Rob Zombie, si esibiscono sul palco attirando anche gli ultimi ragazzi trattenutisi nei dintorni del main stage, a causa delle varie attività organizzate per l’evento. Si parte con ‘Tight Rope’, ‘Fragile’, ‘To The Edge’ e ‘Fragments Of Faith’ ma il pubblico esplode con ‘Swamped’, seguita da alcune cover dei Dephece Mode. Il loro tempo è scaduto e ci salutano con Our Truth che produce un’ovazione da parte degli spettatori. Un piccolo break, ci fa notare la moltitudine di persone che si è riversata sull’autodromo e ci dà la possibilità di prendere una boccata d’aria.

Ritorniamo nel main stage e ritroviamo gli AVENGED SEVENFOLD. Un gruppo di truci e trucidi metallari ricoperti di tatuaggi proveniente dal metalcore californiano. La massa dimostra di amare questa band e loro ricambiano ricordando una stella portata via dalla celebrità, Dimebag Darrel, arruffianandosi il pubblico con ‘Walk’ dei Pantera. Un brano è accolto da una bolgia infernale. Anche loro ci salutano dopo un’esibizione emozionante e particolarmente apprezzata dai fan della band. Sono le otto e arriva l’ora dei THE DARKNESS che ci riportano indietro nel tempo mostrando le origini del rock. Il vocalist Justin Hawkins si sobbarca il compito d’intrattenere e scaldare la platea. Compie il suo lavoro senza troppi problemi grazie ad un’energia inesauribile e a un’ironia incontrastabile. Il culmine viene raggiunto nel momento in cui sono eseguite alcune cover degli AC/DC, ripropongono momenti intramontabili di musica. Arriva l’attimo atteso da tutti gli appassionati di calcio. Italia-Usa ci stringe sotto un’aura patriottica, sebbene lo spento 1-1 finale non premi nessuno. Usciamo dall’aria mondiale e a dispetto della prestazione deludente riusciamo a consolarci ugualmente.

Dopo qualche minuto d’attesa i METALLICA si presentano sul palco e l’atmosfera diventa indescrivibile. L’intro di Morricone ‘Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo’ accompagna, come ormai consolidata abitudine, l’ingresso della band. Attaccano con ‘Creeping Death’ e fanno venire la pelle d’oca a tutti. ‘Fuel’ è il secondo brano proposto e l’unico ripreso dagli ultimi lavori della band e mentre Hetfield intrattiene la platea con qualche discorso da “vera” rock-star, i quattro trovano il tempo per proporre un brano inedito, che a dir la verità non riscuote il successo sperato. Le luci si spengono, i Tallica tornano dietro le quinte, si accendono gli schermi, si ripercorrono le tappe seguite per la produzione dell’album che ha fatto la storia delle band, ‘Master Of Puppets’, di vent’anni fa ma attuale come non mai.

La formazione americana vuole ripresentare per tutto il suo tour l’intero album e il pubblico sembra apprezzare l’idea. Aprono le danze con Battery passando per Master Of Puppets, uno dei pezzi più famosi dell’album, e chiudono la riproposta con l’assolo di basso di Orion brano interamente strumentale. Si spengono nuovamente le luci viene ricordato Cliff Burton, anima della vecchia formazione morto d’incidente stradale. Proprio quando sembra che tutto sia finito, riescono sul palco per suonare pezzi di storia metal, quali ‘Sad But True’, ‘Nothing Else Matters’, resa unica dalla partecipazione degli accendini del pubblico. ‘One’ viene introdotta da una coreografia carica di fuochi d’artificio che riproducono la guerriglia iniziale che tutti conosciamo. ‘Enter Sandman’ e ‘Seek And Destroy’ mandano in estasi il pubblico che omaggia la band con infiniti applausi e tanta riconoscenza per un gruppo che non riesce più a sfornare musica di livello indiscutibile come una volta, ma che produce prestazioni live che non si dimenticano. Dieci e lode ai Metallica e tanta amarezza per tutti quelli che non possono seguirli in tour per ascoltare all’infinito questa band immortale.

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