Maleficarum Metal Fest: Live Report

Presso il Blue Stage di Linarolo (PV) si svolge il Maleficarum Metal Fest, un’interessante iniziativa volta a dare visibilità ad act di musica estrema italiana, tra realtà emergenti ed altre già affermate dentro e fuori la scena underground, tra cui i melodic/deathsters Necroart e i blacksters Handful Of Hate, headliner della kermesse.

Attorno alle 22:30, con un considerevole ritardo rispetto all’orario preannunciato, aprono le ostilità i marchigiani Resuscitated. La band è dedita ad un black metal vecchio stile che si rifà a tutti gli stilemi del genere: riff veloci e scarni, screaming lacerato e drumming tellurico, oltre all’ovvio impatto scenografico a base di corpse paint. I Resuscitated, per quanto inappuntabili da un punto di vista tecnico, propongono una serie di pezzi forse ancora troppo prevedibili e legati ai canoni del genere per risultare realmente interessanti, inoltre la presenza scenica appare ancora un po’ insicura. Difetti che tuttavia possono essere corretti con il tempo e l’esperienza, poiché dall’esibizione vista al Blue Stage si direbbe che i margini di miglioramento ci siano e che da un punto di vista esecutivo la band non abbia grosse difficoltà.

Ben più convincente è la performance successiva, quella degli Edenbeast di Casale Monferrato. I piemontesi propongono un thrash/death molto tecnico che si struttura su dei brani articolati e carichi d’impatto (citiamo ‘Invocatio Mortis’) in cui spuntano echi dei primi Death, Dissection, Exhumed e Cannibal Corpse, percepibili in primis nelle vocals del singer, la cui tonalità ricorda il Chris Barnes più espressivo. I nostri non mancano di dialogare con il pubblico e di rendersi padroni del palco, mostrando una considerevole attitudine alla dimensione live. Una band interessante e da tenere d’occhio.

E veniamo ora allo show degli Athanor, act di old-school black metal dal Molise. Il set della band sarà purtroppo martoriato da ogni problema tecnico immaginabile: prima la musica in diffusione che decide di partire per conto suo sovrapponendosi ai nostri, poi improvvise sparizioni del basso e di una chitarra. Fortunatamente la band reagisce a questi inconvenienti (che si aggiustano solo sul finire dello spettacolo) con ammirevole professionalità, proseguendo l’esibizione e cercando di garantire al pubblico il miglior risultato possibile. I nostri, come dicevamo, sono legati ad un black vecchio stile che, scevro da troppe ricercatezze, si dimostra comunque epico e marziale, capace di garantire una forte presa sugli ascoltatori. Attivi da più di un lustro nel panorama underground, gli Athanor offrono un set intenso e convincente, nonostante tutto. Speriamo di poterli rivedere presto dalle nostre parti.

Un breve pausa ed ecco i vogheresi Necroart prendere possesso del palco del Blue Stage. La band si presenta questa sera con una line-up ridotta a cinque elementi per l’assenza dell’axe-man Davide Zampa, impossibilitato a suonare a causa di un incidente e ancora in convalescenza. I melodic-deathsters non rinunciano comunque alla loro performance (le parti di chitarra sono affidate in toto a Filippo Galbusera) e offrono uno show comunque buono, sebbene più breve e prevedibilmente meno sentito e coinvolgente rispetto ai loro standard. La band pesca alcuni brani dal recente full-lenght ‘The Opium Visions’ (citiamo ‘Le Fleur Noir’) ed altri dal miniCD ‘Dead Roses Parade’, tra cui la titletrack e ‘Suicidal Karma’, episodi comunque ben noti ai fan della band, forte dell’appoggio del pubblico locale per tutta la durata dello spettacolo.

Il ritardo accumulato fino a questo momento costringe gli headliner Handful Of Hate a salire sul palco ad un orario non molto accomodante (è ormai passata la una di notte…) di fronte ad un pubblico che si è fatto notevolmente più esiguo. Ma fortunatamente i “superstiti” si stringono intorno al palco ad incitare con calore la band toscana, che offrirà un set privo si sbavature. Gli Handful Of Hate sono attivi ormai da dieci anni e vantano una discografia considerevole, avendo ben tre full-lenght (citiamo l’ultimo ‘Vicecrown’, risalente al 2003), un demo e tre EP alle spalle. I nostri, padroni del palco e capaci di dominare le emozioni degli astanti, andranno a proporre tra i vari brani eseguiti ‘The Slaughter Of The Slave Gods’, ‘I Hate’, ‘Catharsis In Punishment’, ‘Beating Violence’, concludendo con ‘The Horny And The Horned’, cover dei folli blacksters finlandesi Impaled Nazarene. Legati anch’essi ad un background old-school black metal, gli Handful Of Hate non rinunciano comunque a dare alle canzoni un corpo sonoro intenso e marziale, confermandosi anche dal vivo come una delle band più rappresentative nel panorama black italiano.

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login