Lordi: Live Report e foto della data di San Donà di Piave (VE)

Il concerto dei Lordi che si è tenuto al Revolver Club il 21 febbraio del 2020 per chi scrive è stato l’ultimo prima dell’entrata in vigore del lockdown in Italia a causa della pandemia, per cui rivedere la band nello stesso locale due anni dopo è stato molto particolare ed emozionante allo stesso tempo. Nel periodo di assenza forzata dai live il gruppo ha dato alla luce il mastodontico boxset contenente sette nuovi album intitolato “Lordiversity” e quale occasione migliore delle tre date nel nostro paese per poter assaporarne qualche estratto?

ALMANAC

Ad accompagnare il gruppo finlandese troviamo come opening act un nome di tutto spessore, gli Almanac capitanati dal chitarrista e polistrumentista Victor Smolski, noto ai più per la sua militanza nei Rage e nei Mind Odyssey e proprio il batterista di questi ultimi si trova dietro le pelli ad accompagnarlo in questo tour. La scaletta è principalmente incentrata sulle composizioni dei Rage, che sortiscono un ottimo effetto nei presenti che sono già belli carichi dall’inizio. Anche Victor è molto entusiasta dalla calda accoglienza riservata a lui e alla band e tenta persino di introdurre i pezzi in italiano affermando che questo tipo di energia è quella che loro vogliono sentire. Il tempo è tiranno e con “No More Shadows” degli Almanac si chiude un set molto riuscito e d’impatto.

LORDI

Mentre i tecnici preparano il palco togliendo i teloni dall’imponente scenografia horror che contraddistingue la band, aumenta esponenzialmente l’attesa per gli headliner e quando calano le tenebre e partono le note dell’inconfondibile intro di “God Of Thunder” dei Kiss capiamo che è arrivato il momento di dare il benvenuto ai Lordi. Entrano uno alla volta e molta dell’attenzione oltre a Mr Lordi è catalizzata sul nuovo arrivato Kone, che ha il compito di sostituire lo storico chitarrista Amen e possiamo dire che si è rivelato all’altezza della situazione. “Would You Love A Monsterman” scatena subito i presenti e anche tutta la band è davvero carica con un Mr Lordi padrone della scena e che per tutta la durata del concerto non smette mai di intrattenere i presenti con aneddoti spassosi, siparietti e battute goliardiche. Molto divertente quando ricorda il ritorno in tour di molte band storiche come i Kiss e i Motley Crue e dice che Vince Neil recentemente è stato vittima di critiche feroci sull’uso dei monitor ai suoi live perché non ricordava i testi, mentre lui afferma di non averne bisogno, ma di preferire i fogli scritti a mano e infatti prende quello posizionato sotto al microfono sventolandolo davanti alle prime file suscitando l’ilarità nei presenti.

Dopo l’esecuzione della nuova “Demon SuprimeMr Lordi continua le battute affermando che ci sono priorità nella vita, prima quella di grattarsi le palle e poi di imparare i testi e subito dopo introduce l’assolo di batteria del bravo Mana che dà il tempo alla band di prendere fiato prima di ritornare sul palco per un’infuocata versione di  “Blood Red Sandman”. Poi si continua con Mr Lordi in vena di un momento filosofico, e dice con testuali parole che “the new shit is the old shit” e che tra dieci anni sicuramente vorremmo ascoltare i brani di adesso, tutto questo per introdurre “Carnivore” e per dare risalto alle nuove composizioni che appunto tra un paio d’anni saranno i nuovi classici. Dopo l’assolo di basso entra prepotente la teatralità nello show con numerosi effetti speciali, come la sega elettrica impugnata dal macellaio Mr Lordi, che spruzza sangue direttamente sulle prime file, appositamente avvertite da due cartelli posizionati a lato palco prima dell’inizio dello show, oppure il tentativo di esorcismo con un crocefisso da parte di una suora sulle note di “Down With The Devil”.

Poi è la volta di “Believe Me”, la disco song che ogni metal guy spera non venga eseguita ad un live, come ci ricorda lo scatenato frontman e dell’assolo di chitarra, a cui segue “Devil Is A Loser”, prima degli acclamati bis che consistono in due classici capisaldi della discografia della band “Who’s Your Daddy” e “Hard Rock Hallelujah”, il brano con cui molti di noi li hanno scoperti e che li ha portati alla vittoria dell’Eurovision nel 2006. I Lordi dal vivo sono davvero una garanzia e offrono sempre una giusta combinazione di canzoni coinvolgenti e anthemiche, con una teatralità perfetta che ben si sposa con l’immaginario horror che questa band rappresenta e anche questa volta lo hanno dimostrato nel migliore dei modi sul palco del Revolver Club!

Setlist:

Intro & Devillium

Would You Love A Monsterman

Victims Of The Romance

Demon Supreme

Mana Solo

Blood Red Sandman

Carnivore

Hiisi Solo

Abracadaver

Borderline

It Snows In Hell

Hella Solo

Down With The Devil

Believe Me

Kone Solo

Devil Is A Loser

Who’s Your Daddy

Hard Rock Hallelujah

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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