Lordi: Live Report della data di Bologna

Forti dell’inaspettato successo ottenuto all’Eurovision la band di Lordi si è subito imbarcata in un lungo tour europeo che ha fatto tappa a Bologna il 6 ottobre. Il supporto è stato dei validi The Dogma, solida band anconetana il cui unico difetto in questo contesto è stato il tipo di proposta musicale, ovvero un epic metal piuttosto distante dalle coordinate stilistiche dei protagonisti della serata.

Il successo della band di Lordi si è riflettuto non solo in una maggiore affluenza di pubblico ai concerti, ma anche in un aumento del budget dedicato alle trovate sceniche, vero fulcro della performance live degli shock rockers finlandesi.

Il tutto è visibile fin da prima dell’inizio del live set: la scenografia che accompagna il "Bringing Back The Balls To Europe Tour" – nome realmente programmatico – è enorme e troneggia letteralmente sullo sfondo del palco dell’Estragon. Si tratta di una cittadella stilizzata, con tanto di campana che suona annunciando l’imminente arrivo di Lordi e soci, finestre-lcd che nel corso dello show trasmetteranno immagini attinenti alla tematiche delle varie canzoni e soprattutto un enorme portone centrale d’ingresso. Portone che attorno alle 10.30 si spalanca facendo emergere Lordi e gli altri mostri in tutto il loro splendore. I costumi della band sono infatti assolutamente fantastici, e dimostrano il talento in quest’ambito del frontman, che non a caso vanta un passato da make up artist nel cinema.

E’ l’esplosiva ‘Bringing Back The Balls To Rock’ ad aprire la serata e a regalare le prime scariche di adrenalina, e si prosegue con ‘Get Heavy’ e ‘The Deadite Girls Gone Wild’, durante la quale fa capolino sul palco una vera e propria sposa cadavere, evidentemente affascinata dalla performance del demoniaco singer.

Ma non è l’unica trovata della serata, sono infatti innumerevoli le sorprese che la band regala on stage, rendendo quasi impossibile il compito di elencarle. Fra le trovate di maggiore effetto la motosega con la quale Lordi imbratta di sangue finto le prime file, e le gigantesche ali che il frontman spiega nel corso del bis. Ma in assoluto il momento migliore viene toccato quando, durante la ballad "It Snows In Hell", all’avvio dell’assolo di chitarra che marca l’inizio del crescendo finale del brano, il pubblico viene sorpreso da una copiosa nevicata (sintetica) all’interno del locale.

Anche se il supporto visivo è di primo livello, la qualità dell’offerta musicale non viene mai meno: i brani, tratti per la maggior parte dall’ultimo, fortunato, ‘The Arockalypse’ e dall’album d’esordio, sono tutti eseguiti alla perfezione e il tasso di elettricità nell’aria resta sempre alto. Lordi ha sempre avuto il ritornello killer facile, e tra ‘Who’s Your Daddy?’ – salutata da un vero e proprio boato – e ‘Biomechanic Man’ ce n’è veramente per tutti i fan. La reazione del pubblico infatti è coinvolta e positiva, ed i sing-along e l’hand clapping accompagnano la grande maggioranza dei brani.

Dopo una breve pausa la band risale sul palco e si accomiata solamente dopo aver eseguito, a grande richiesta, ‘Hard Rock Hallelujah’, la canzone che è fruttata alla band la vittoria all’Eurovision 2006 e oramai il loro vero cavallo di battaglia.

Un concerto esagerato, sorprendente e trascinante, un’ora e mezza di eccesso che riconcilia con tutto ciò che dovrebbe essere il rock. Semplicemente uno dei migliori live act in tutta Europa.

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