Lord Of The Lost: Live Report della data di Prato

Per l’unica data italiana prevista per il 2015 i Lord Of The Lost hanno fatto tappa all’Exenzia, noto locale di Prato e una delle migliori realtà della zona a dar voce e spazio ad eventi di questo genere e portata.

Anche noi di Metallus siamo stati tra i primi a parlare della band di Amburgo avendoli seguiti nelle svariate edizioni del Trash Fest in Finlandia e anche due anni fa in occasione della loro prima calata in Italia li abbiamo visti al The Theatre di Milano, (qui il live report). Ora forti di un crescente successo sia in madre patria, dove i sold out sono all’ordine del giorno, ma anche in tutta Europa, stanno cominciando a consolidare la propria fan base anche qui da noi e ad ottenere il riconoscimento che si meritano dopo anni come band culto dell’underground.

A riscaldare gli animi prima del piatto forte della serata troviamo i Furyo, una formazione nata dalla mente di Furyo Biagioni già all’attivo come batterista dei Mandragora Scream e che quì ha il ruolo di cantante e compositore della band fiorentina. Il  loro è un gothic metal piacevole e allo stesso tempo incisivo, pregno di mood finnico che tanto deve a gruppi come Sentenced, Him e To Die For. Nel breve tempo a loro disposizione riescono a convincere i presenti con brani come l’iniziale “Dying Moon”, malinconica e graffiante quanto basta e anche con una rocciosa e sorprendente cover di “Papillon” degli Editors. Quella di stasera è anche la prova del fuoco per la band con l’innesto in formazione di un nuovo bassista , davvero un ottimo acquisto con una notevole presenza scenica e caratterizzato da un’irrefrenabile energia, ma quello che conta di più è la musica e da quello che abbiamo ascoltato ci sono tutte le premesse per sentire parlare ancora della giovane formazione toscana.

Furyo

Dopo un veloce cambio palco è la volta dei Lord Of The Lost che fanno il loro ingresso sulle note di una incandescente “Prologue” che dà proprio la giusta scossa ai presenti seguita da “Kill It With Fire”, uno dei brani più incisivi usciti dall’album “From The Flame Into The Fire” dell’anno scorso e la potente “Kingdome Come” sempre estratta dall’album del 2014. La band come di consueto fa dell’ironia uno dei suoi punti di forza e da subito viene preso di mira il povero batterista colpevole di avere il make-up sfatto solo dopo l’esecuzione di pochi pezzi. Con la bellissima “Prison” veniamo catapultati indietro ai tempi di “Antagony” , il secondo lavoro in studio uscito nel 2011, ma la band di certo non si risparmia e nel corso del lungo set di quasi due ore dà spazio a tutti i lavori in studio, accontentando sia i fan di lunga data che le nuove leve più afferrate sulla produzione più recente. Molto bello anche il solo del tastierista Gared Dirge che spazia da “Jump” dei Van Halen a “Take On Me” degli A-Ha a “The Final Countdown” degli Europe per poi culminare con il rientro di tutta la band sul palco per la danzereccia “Blood For Blood” dove praticamente è impossibile rimanere fermi. “Dry The Rain” e “Afterlife” sono altri due brani che vengono cantati da tutti i presenti, come anche è impossibile non lasciarsi andare sulle suadenti noti di “Black Lolita” un vero tormentone perfetto in sede live. La bellezza disarmante di un pezzo come “Break Your Heart” fa breccia nei cuori delle anime gotiche e tormentate della serata mentre con “Sex On Legs” è tempo di tirare fuori i frustini e venire colpiti dalle bordate musicali della band di Amburgo.

Ma lo show non è ancora finito, l’encore vede l’esecuzione di “Die Tomorrow” e l’ingresso di un manichino femminile bersagliato più volte dal singer Chris “The Lord” Harms durante una divertentissima e scoppiettante versione di “La Bomba”. A chiudere un’esibizione ineccepibile ci pensa il brano simbolo dei Lord Of The Lost “Credo”, intervallato dalla consueta versione stravolta di “Bad Romance” di Lady Gaga ormai resa propria e parte integrante di uno show coinvolgente, divertente e riuscito sotto tutti i punti di vista. “We give our hearts to the Lord Of The Lost”.

Lord Of The Lost

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