Lacuna Coil + Motionless In White + Devilment: Live Report della data di Bologna

Vedere i Lacuna Coil suonare in Italia è diventato un evento più raro che unico, in quanto i nostri, a causa del proprio lavoro, sono spesso costretti a suonare in America, diventata ormai la loro seconda casa. Assistere, quindi, ad un mini tour italiano, che ha toccato le principali città (rispettivamente Bologna, Treviso, Roma e Milano) è un’occasione veramente ghiotta per tutti quei fans che, per anni, hanno atteso di vedere la band meneghina dal vivo. Non potevamo, quindi, farci scappare la possibilità di presenziare alla prima data di questo tour in quel di Bologna, dove ad accompagnare i milanesi troviamo gli inglesi Devilment e gli statunitensi Motionless in White.

Articolo a cura di Arianna G.
Fotografie a cura di Anna Minguzzi

Atmosfere cupe, luci rosse e un’intro suonata al piano forte danno il via alla performance dei Devilment, che inaugurano la serata in grande stile. La horror metal band di Ipswich, capitanata dal carismatico Dani Filth (conosciuto per essere, ovviamente, il lead singer dei ben più famosi Cradle Of Filth), è ancora misconosciuta nel nostro paese e nella mezzora messa a propria disposizione, presenterà quasi interamente il debut album uscito lo scorso Halloween, “The Great And Secret Show”, di cui menzioniamo i brani più coinvolgenti, come l’overture “Even Your Blood Group Rejects Me”, “Mother Kali”, “Summer Arteries” e “The Stake in My Heart”.  La prima cosa che salta subito all’occhio – o in questo caso dovremmo dire all’orecchio – è vedere, quindi sentire, come la voce del cantante di Suffolk sia notevolmente migliorata nel corso degli ultimi anni, dando dimostrazione di un notevole recupero vocale, riportandoci alla mente i tempi della sua consacrazione nel panorama metal, sorprendendo notevolmente i presenti in sala. Nonostante il poco e ristretto spazio sul palcoscenico, il sestetto è stato in grado di muoversi ed interagire perfettamente con il pubblico, in particolar modo la tastierista Lauren Francis, il bassista Nick Johnson e il chitarrista Colin Parks a cui dedichiamo un meritato plauso per essere riusciti a coinvolgere ulteriormente un pubblico inizialmente un po’ perplesso, ma successivamente esterrefatto dopo aver assistito a questo breve, ma intenso set . Grazie ad una performance all’insegna dell’adrenalina, I Devilment, questa sera, hanno sicuramente conquistato e portato a casa qualche nuovo fan. 

Scaletta:

Even Your Blood Group Rejects Me
The Great And Secret Show
Sanity Hits A (Perfect) Zero
Summer Arteries
Mother Kali
The Stake in My Heart

La serata prosegue con i Motionless In White, band conosciuta sin dall’esordio per la propria proposta musicale, un metalcore di chiara matrice a stelle e strisce, che si è sviluppata, nel corso degli anni, in un sound un po’ più personale, che parte sì da una base metalcore, ma che in certi frangenti si avvale anche di varie influenze prese qua e là: infatti, nel sound del sestetto si riscontra qualcosa tipicamente in stile Slipknot, Marilyn Manson e Rammstein, creando insomma un calderone di generi musicali messi un po’ alla rinfusa, ma sapientemente bilanciati. In questa sede live, il gruppo, accompagnato da una scenografia e da un gioco di luci di tutto rispetto, ha modo di presentare l’ultimo lavoro in studio, “Reincarnate”, di cui presentano l’omonima traccia, “Puppets 3 (The Grand Finale)”, che sull’album vantava l’eccellente partecipazione di Dani Filth al microfono, “Generation Lost” e “Dead As Fuck”, ripescando anche brani dei precedenti album come “Abigail”, tratto dal primo album della band, “Creatures” (2010) o “Synthetic Love”, “America” e “Devil’s Night”, estratti da “Infamous” (2012), offrendo uno show veramente dinamico. L’esecuzione dei brani è molto buona, così come ottima è la performance vocale di Chris “Motionless” Cerulli, che inizialmente non vi nascondo mi ha ricordato parecchio la voce del Reverendo! Il set offerto dagli americani scivola via in tempi velocissimi, tant’è che si ha l’impressione che questi 45 minuti scorrano veramente molto velocemente. Da sottolineare anche come l’attenzione di molti astanti fosse stata catturata dal magnetismo del bassista della band, Devin “Ghost” Sola, che ha incantato l’audience grazie al suo sguardo glaciale ma allo stesso tempo ammaliante. Seppur questa proposta musicale non ci abbia particolarmente entusiasmato e ha, in parte, annoiato una grossa fetta dell’audience (forse complici le troppe influenze “esterne” incorporate nel sound), ammettiamo con stupore che la band di Scranton ha saputo coinvolgere un pubblico già bello caldo e in attesa di scaldarsi maggiormente con gli headliner. 

Scaletta:

Reincarnate
Sick from the Melt
Puppets 3 (The Grand Finale)
Abigail
Synthetic Love
America
Generation Lost
Dead as Fuck
Break the Cycle
Devil’s Night

Correva l’anno 2010 quando la sottoscritta, assieme ad alcuni amici, ha assistito per la prima volta ad un concerto dei Lacuna Coil. A distanza di quattro lunghi anni, la tentazione di rivedere la band era troppo forte, motivo per cui, spinta da grosse aspettative, ho deciso di presenziare alla prima tappa. Freschi di pubblicazione con il recente “Broken Crown Halo”, i nostri hanno deciso di omaggiare i fan proponendo ben quattro date, offrendo la possibilità alla propria fanbase una scelta più amplia rispetto al passato. Questa prima data, come abbiamo menzionato prima, si è tenuta presso lo ZR di Bologna, locale che ultimamente sta riscuotendo parecchio successo in patria e tanti erano i fan già accampati davanti al cancello principale sin dal primo pomeriggio e pronti a scatenarsi in compagnia dei milanesi. Con un outfit totalmente inaspettato, ma ugualmente in linea con l’abbigliamento dei supporter, Cristina Scabbia e soci salgono sul palco e danno inizio allo show con “Trip The Darkness”. La scaletta si presenta molto variegata ed alterna spesso e volentieri brani presi qua e là, come “Spellbound” (“Comalies”), l’evergreen “Our Truth” e “To the Edge” (“Karmacode”), “I Don’t Believe in Tomorrow”, la stupenda “Intoxicated”, “Kill the Light” e “Upsidedown”, tutti pezzi presenti in “Dark Adrenaline” per poi dare un maggior spazio anche all’ultimo studio album, di cui citiamo la bellissima “Nothing Stands In Our Way”, “Victims” e “Zombies”. Una scelta, a mio parere, forse un po’ azzardata, ma che, nel complesso, risulta comunque piacevole. Lo show è energico, adrenalinico, Cristina Scabbia e Andrea Ferro appaiono da subito belli carichi, ma d’altronde si sa che i Lacuna Coil sono una macchina da guerra, sia in sede live, che su disco! L’occasione è giusta sia per presentare il “nuovo” live member, il  batterista Ryan Blake Folden, conosciuto per il suo impegno con i This Is She, band scelta come support act per il “Dark Legacy Tour” (2012), sia per annunciare nuovamente l’inaspettata assenza di Marco Coti Zelati, costretto a rimanere in panchina per la seconda volta in due anni per alcuni motivi personali, ma prontamente sostituito da un caro amico, che dimostra di essere all’altezza della situazione. Graditissima, come sempre, l’esecuzione di “Enjoy The Silence”, cantata a squarciagola da tutti gli astanti e che in sede live risulta ancora più efficace che su disco. Nell’ora e mezza messa a loro disposizione, i Lacuna Coil offrono il meglio di sé regalando uno show con i fiocchi e coinvolgendo il proprio pubblico a 360° e sebbene la band sia rimasta da poco orfana di due elementi preziosi quali Cristiano Mozzati e Cristiano Migliore, dimostra di essere ugualmente coesa e più forte di prima. L’unica pecca che forse potremmo riscontrare di questo show è stata la scelta della band nel proporre solamente 13 brani, anziché i classici e canonici 16 che tutti gli astanti si sarebbero aspettati, deludendo in minimissima parte le aspettative di coloro che desideravano una scaletta un po’ più corposa. In definitiva, questa prima data ha riscosso un enorme successo, raggiungendo, secondo alcuni rumours, persino un sold out che da tempo non si vedeva qui nel bel paese e speriamo che le successive date dei prossimi giorni possano regalare alla band lo stesso risultato. Bravi Lacuna!

Scaletta:

Trip the Darkness
Spellbound
Intoxicated
Die & Rise
Heaven’s a Lie
Kill the Light
Victims
I Don’t Believe in Tomorrow
Cybersleep
To the Edge
Zombies
Upsidedown
Enjoy the Silence (Depeche Mode cover)
Nothing Stands in Our Way
Our Truth

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

4 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. andpec

    Però mi sembra che i pezzi sono 15…comunque grande band nostrana!

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  2. legion666

    bah, sarà….non voglio essere antipatico,ma a me in sede live i Lacuna Coil non mi convincono…soprattutto tra un pezzo e l’altro, quando intrattengono il pubblico con frasi ruffiane…presente al concerto posso dire che il meglio l’ho visto nei Devilment…bravissimo Dany Filth che mi ha stupito !

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  3. Matteo

    Legion666, ma perche’ se gruppi stranieri parlano tra i pezzi “arruffianandosi il pubblico” (io la chiamo “interazione”… Vedi te) non fate mai commenti e se lo fanno i gruppi italiani fate notare la cosa?
    Io ero a Bologna e i Lacuna coil hanno spaccato! Il pubblico era in delirio e c’era un’atmosfera bellissima.
    Io non capisco perche’ si debba a priori trovare sempre il pelo nell’uovo.

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  4. legion666

    @Matteo…beh, forse sarà perchè il mio inglese scolastico non mi permette di carpire in pieno le ruffianate degli stranieri, ma Cristina e il suo compagno di palco si impegnano parecchio…resta il fatto che li preferisco su disco!

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