Jennifer Batten: Live Report della data di Imola

Nonostante si stia avvicinando a grandi passi al ragguardevole traguardo dei sessant’anni di età, Jennifer Batten continua in modo instancabile a girare il mondo armata della sua chitarra, della sua esperienza e del suo grande entusiasmo. Già, perché la prima cosa che si nota è che, non appena questa grande chitarrista sale sul palco e inizia a suonare, le tracce del tempo spariscono e i sorrisi di pura gioia che elargisce a piene mani sono ancora quelli di una ragazzina. Insomma, indipendentemente da dove ci si trovi e da coloro con cui si condivide il palco, la prima cosa che la Batten ci ricorda è che il legame con il proprio strumento musicale non invecchia mai. Questo tour è poi arricchito dalla presenza di un bassista del calibro di Stu Hamm, uno di quei musicisti che hanno suonato praticamente con chiunque, oltre ad avere realizzato una carriera solista di tutto rispetto, versatile e perfetto contraltare della Batten. La formazione si sarebbe dovuta completare (come riporta la locandina della serata) con Chad Wackerman alla batteria, che però ha dovuto abbandonare di corsa il tour per assistere la moglie; al suo posto è arrivato l’ottimo batterista britannico Craig Blundell, che ha fatto del suo meglio e non ha sfigurato affatto nella situazione, adeguandosi in modo molto professionale alle esigenze del resto della band. Infine, il compito di eseguire le parti della seconda chitarra spetta al nostro Nazzareno Zacconi, autore a sua volta di un assolo ammirevole su chitarra acustica e di ottimi duetti con la Batten, che ha già accompagnato in tour anche negli scorsi anni. La serata si articola su poco meno di due ore di concerto, durante i quali i membri della band non interagiscono molto con il pubblico presente (peraltro molto attento e partecipe), ma si concentrano nel riprodurre al meglio un repertorio misto, che spazia fra i brani solisti della Batten e quelli delle sterminate esecuzioni di cui ha fatto parte Stu Hamm. Il punto di massimo interesse si raggiunge comunque con l’esecuzione di “Elephant Stomp”, tratto da “Momentum”, secondo album e momento migliore della discografia solista della Batten, mentre l’unica concessione a un repertorio decisamente più commerciale è alla fine, con una cover strumentale di “Smells Like Teen Spirit”, riprodotta perfettamente in tutto il suo groove originario. Una serata in un certo senso intima, quindi, dove è importante ascoltare più che interagire, e che comunque ci ha riproposto uno Stu Hamm in grandissima forma (tra l’altro, conversando con lui nel backstage, pare che Hamm pubblicherà nel corso del 2015 un nuovo disco solista) e una Jennifer Batten che, quando inizia a suonare, perde del tutto l’espressione severa e distaccata che la contraddistingue fuori di scena e ricomincia ad assumere le stesse identiche espressioni che aveva già ai tempi del suo fortunato tour insieme a Michael Jackson. In una parola, il rock and roll può aiutare davvero a mantenerti giovane.

Setlist:
– Fast Car
– Scream
– Lone Star
– Black Market
– Elephant Stomp
– Radio Free
– Deep End
– California
– Bass Solo
– Guitar Solo
– Obligatory Boogie
– Aftermath
– Freeway Jam
– Smells Like Teen Spirit
Encore:
– Fanny Mae

anna.minguzzi

view all posts

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login