Hour Of Penance: Live Report della data di Verona

Anche i nostrani Hour Of Penance sono stati colpiti dal covid e sono stati costretti a posticipare di due anni il mini tour tricolore in supporto al loro ultimo album, “Misotheism”, uscito nel 2019. In totale tre date: Roma, Verona e Milano e noi di Metallus siamo andati a curiosare al The Factory di Verona per la loro serata in compagnia di altre tre formazioni.

I primi a salire sul palco sono i bolognesi Across The Swarm, che hanno portato sul palco il loro death metal. Una performance pienamente sufficiente che onora il palco e scalda il pochissimo pubblico presente. In totale suonano circa mezz’ora, una formazione che consiglio per coloro che adorano il sound underground death old school.

Seguono poi i veneziani The Silence Between Us, che si descrivono come death-metal sulle loro pagine social ma in realtà molto più tendenti ad un metal-core della prima ondata. Dopo un inizio leggermente sfasato tra suoni ed emozione, la band riesce a tornare in carreggiata e a dimostrare le proprie capacità. Dal mio punto di vista probabilmente un po’ fuori luogo rispetto agli Hour Of Penance, ma ogni occasione è buona per suonare e farsi conoscere. Da segnalare la presenza della bassista, con un’ottima voce oltre a un guttural davvero profondo del front-man.

Giungiamo poi alla nota dolente di questo venerdì, i padovani Barbarossa. Doveva essere la serata di presentazione del loro nuovo E.P. “Ils N’ont Pas Passé”, ma per il sottoscritto è stato un disastro totale. Mi dispiace molto ma dopo i primi due brani totalmente fuori tempo, attacchi della voce sbagliati, doppio pedale fuori sincro mi sono sentito imbarazzato e sono uscito dal locale. Non mi è mai capitato in quindici anni di concerti di dover uscire durante un’esibizione, e ne ho viste di cose assolutamente oscene come: Jonne Järvelä (Korpiklaani) totalmente ubriaco da quasi vomitare sul palco o Eddie Vedder franare sull’asta del microfono versandosi il vino addosso sbiascicando delle scuse in un italiano maccheronico. Ripeto, mi dispiace e avrei voluto ascoltare i Barbarossa, non sappiamo se abbiano avuto problemi tecnici o di altro tipo ma purtroppo non è andata come sperato.

Finalmente si giunge all’atto finale, ascoltare la macchina da guerra chiamata Hour Of Penance. Avendoli visti già tre volte dal vivo ero perfettamente a conoscenza delle loro capacità e di come suonino un brutal death metal coi fiocchi, infatti alla notizia della data vicino a casa non potevo non presentarmi qui.

Aprono con l’ultimo album, suonando “Flames of Merciless Gods” e “Bligh Conquer”, con una violenza inaudita. Ogni volta che assisto a un loro concerto rimango stupito di due cose: il distacco che danno rispetto alle altre band dal punto di vista della violenza musicale e soprattutto la precisione svizzera che hanno sul palco. Lo dimostrano anche stasera, rimarcando come siano non solo un faro nella notte del metal tricolore, ma che a livello internazionale pochissime band hanno un calibro come il loro.

La cosa che fa piacere è che in un set di cinquanta minuti riescano a presentare brani anche da “Paradogma”, il loro album del 2010, con la title track e “Incestuous Dynasty Of Worms”, passando per “Regicide” (il mio disco preferito) e ovviamente “Sediction”. Poche parole, solamente la presentazione delle varie canzoni (comportamento che mi ricorda vagamente quello degli Slayer, con Tom Araya non propriamente un oratore durante i concerti), statici ma magnetici con un’energia che ti trascina e ti ipnotizza sulla velocità che si sprigiona sulla doppia cassa.

La conclusione del set è lasciata ovviamente a “Misconception”, con un saluto rapido dal palco e poi silenzio. Un silenzio però che fa incazzare perché a Verona eravamo in pochi, troppo pochi. Quando suonano band italiane, chissà come mai abbiamo sempre il culo pesante, ma per il side project norvegese che si registra nella foresta solo quando nevica con la luna piena allora facciamo la fila. Se gli Hour Of Penance fossero anche del Liechtenstein, allora già mi immaginavo la sala piena, invece sono di Roma, hanno girato il mondo di supporto a band come Cannibal Corpse e ci rendiamo perfettamente conto che i questo periodo gli impegni sono tanti per cui non è sempre facile scegliere, fatto sta che quasi quaranta persone in sala è inaccettabile.

Tracklist:

  • Flames of Merciless Gods
  • Blight and Conquer
  • Paradogma
  • Incestuous Dynasty of Worms
  • Sedition Through Scorn
  • Ascension
  • Reforging the Crowns
  • XXI Century Imperial Crusade
  • Cast the First Stone
  • Theogony
  • Fallen from Ivory Towers
  • Misconception

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