Hammerfall: Live Report della data di Milano

Milano invasa e attaccata dagli squadroni del metal, non capita spesso di vederla.

Da ovest con il Priest Feast e ad est con gli Hammerfall.

Insomma, il mio cuore si è diviso ma non rimpiango la mia scelta.

L’unica nota amara è stato il traffico cittadino che mi ha concesso l’ingresso al morituro Rolling Stone pochi secondi prima dell’inizio dei Sabaton.

Subito dopo i primi scatti a bordo palco mi sono reso conto che la serata sarebbe stata fantastica.

Nella loro più classica divisa con pantaloni urban camo e maglia nera, i Sabaton hanno raccolto i fan sotto al palco e fatto uno show davvero energico, potente. Hanno combattuto sul palco come un battaglione di panzer per giungere alla Prima Victoria circondati da entusiasti compagni d’avventura. Sono rimasto sorpreso dalla risposta e dalla presenza al Rolling. Non pieno ma mi aspettavo decisamente meno gente. Questo ha fatto onore ai Sabaton e agli Hammerfall. Entrambi i gruppi hanno ringraziato per la fedeltà dimostrata dai loro fan in una serata decisamente particolare per Milano.

Anche gli Hammerfall hanno fatto un grande show. La voce di Joacim Cans ha retto decisamente bene gli acuti e il resto della band lo ha seguito al meglio, compreso il nuovo Pontus Norgren che dal vivo mi è davvero piaciuto. Il palco mi è sembrato un po’ spoglio per lo stile Hammerfall ma in compenso si è imposto un muro d’acqua su cui hanno proiettato, con dei laser, bellissime scenografie epiche. Per tutti i 19 brani eseguiti, l’intera band ha tenuto un’elevata qualità di performance e il coinvolgimento è stato sentito da tutti noi. Ho trovato la band in forma e grintosa, con tanto metal nel cuore e lo si è potuto sentire da “Glory To The Brave” sino al siparietto laser di chiusura del vichingo che schianta il suo hammer a terra. E inizia la fine della serata, con le previste “Trailblazers”, “Let The Hammer Fall” e “Hearts On Fire”.

Giudizio: da cuori nel fuoco!

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