Gamma Ray: Live Report della data di Milano

La serata milanese “tutta power metal” (ormai eventi di questo tipo sono sempre più rari) inizia con i nostrani Secret Sphere che propongono un pugno di pezzi fra i più noti della recente produzione; la novità della performance sta nella presenza, come frontman, del singer dei Trick Or Treat Alessandro Conti, che sostituisce l’eclettico Roberto Messina.

La professionalità della band italiana è ormai riconosciuta ampiamente anche al di fuori dei nostri confini e il riscontro entusiasta del pubblico numeroso è una risposta più che importante. Di certo in questo periodo fiacco per il power i gruppi migliori hanno saputo ritagliarsi la loro fetta di notorietà.

Il live si chiude con un ospite, ossia il bassista dei Death SS, che ha accompagnato per alcune date il gruppo e che in questa serata si esibisce insieme al titolare artista delle quattro corde, ossia il biondo crinito Andrea Buratto.

Il secondo gruppo della serata sono i Freedom Call, nati alla fine degli anni ’90 grazie al chitarrista/cantante Chris Bay ed al batterista Dan Zimmerman (Gamma Ray).

Buona parte del materiale presentato in questa serata (nove brani in tutto) fa capo all’ultimo album del gruppo appena uscito, ossia “Legend Of The Shadowking”; si sottolinea che però alla batteria non troviamo Dan, che probabilmente dopo quest’ultimo lavoro lascia definitivamente la band.

L’opener del concerto è come da tradizione “We Are One”, che potremmo definire il brano perfetto di power metal, tratto dall’esordio “Starway To Fairyland”; dopo l’esecuzione della successiva “United Alliance” (dal recente “Dimensions”) è il turno dell’ampia parentesi dedicata al nuovo CD.

Vengono proposti l’inno metal “Thunder God”, la pomposa “Tears Of Babylon” (brano semplice ma di grande impatto, sostenuto da una melodia di sapore operistico creata ad arte dalle tastiere) ed infine la veloce e classica “Merlin Legend Of The Past” (aggiungiamo che fra questi brani viene poi anche eseguita la più datata “Hunting High And Low”, da “Circle Of Life”).

Nonostante quasi nessuno conoscesse i nuovi pezzi la risposta del pubblico è stata ottima, complice un’acustica più che buona che ha fatto gustare tutti i “numeri” dei nuovi brani, anche se per “Tears Of Babylon” sicuramente avrebbe giovato di più una vera e propria tastiera sul palco.

Il frontman, Christian Bay, più che felice della risposta del pubblico, annuncia quindi il prevedibile tuffo nei primi tre album del gruppo, con l’esecuzione di classici come “Land Of Light”, l’anthem power “Warriors” e la conclusiva “Freedom Call”.

La performance dei Freedom Call è più che mai eccellente e la nuova line-up funziona a meraviglia con il secondo chitarrista, Lars Rettkowitz, che ormai è protagonista non solo in fase compositiva (diversi pezzi del nuovo album portano la sua firma) ma anche in sede live.

Allo stesso modo si dimostra davvero in palla anche Chris Bay, come sempre impeccabile alla voce e con quel piglio scanzonato e positivo che risulta sempre un marchio inconfondibile del gruppo.

La scenografia e il cambio-palco per i Gamma Ray richiede qualche minuto in più del previsto ma ben presto i fan della band di Kay Hansen hanno modo di trovarsi di fronte ad uno stage colorato che riprende le moto dell’artwork di copertina del nuovo CD “To The Metal”.

Come di consueto, da alcuni anni a questa parte, ossia da quando Hansen ha riscoperto il sound dei Judas Priest, lo show dei Gamma Ray è sempre pienamente inserito in una dinamica di clichee di fuoco e fiamme, metallo e acciaio; non da meno abbiamo proprio la titletrack del nuovo CD, “To The Metal” che ricorda (o sarebbe meglio dire copia?) sapientamente la ben nota “Metal Gods” dei maestri albionici.

L’effetto dell’esecuzione on stage di questo brano è devastante e, complice un coro semplice ma di grande impatto, il risultato è ciò che ci si aspetta da un live show, ossia tanto divertimento.

Il nuovo CD fa ovviamente la parte del leone nella scaletta presentata da Hansen e soci; oltre alla title-track vengono presentate l’ottima ‘Deadlands”, la potente “Emphaty”, la melodica “Mother Angel” (forte di un ritornello che conquista subito) e la più elaborata “No Need To Cry”, che presenta anche una parte con chitarra acustica, eseguita e cantata dal bassista Dirk Schlachter.

Per il resto i nostri si lanciano in una rilettura sapiente della propria storia che, guarda caso, si concentra sui due album evidentemente più significativi, ossia “Powerplant” e “Land Of The Free”. Colpiscono a fondo cavalli di battaglia come l’epicissima “Armageddon” che dall’alto dei sui oltre otto minuti viene cantata in coro con tutto il pubblico, così come l’immancabile accoppiata “Rebellion In Dreamland” e “Man On A Mission”, eseguita in conclusione con un’energia insetinguibile.

Si ritaglia un dovuto e meritato momento di esposizione Zimmerman che si lancia in un terremotante assolo di batteria, seguito da un accompagnamento ad una base di un mix di brani di classica assai conosciuti. L’effetto è stato particolarmente apprezzato dagli astanti che hanno tributato al drummer una lunga ovazione.

Nei bis Hansen si presenta con una sigaretta in bocca, conpiaciuto dalla grande risposta del pubblico che richiede a gran voce alcuni classici degli Helloween (è evidente che Kai non potrà mai far dimenticare ai fan dei Gamma Ray i suoi primi trascorsi nella band delle zucche tedesche); in parte il guru del power metal accontenta queste richieste… infatti i bis iniziano con la recente rock “New World Order”, continuano con il classico scanzonato degli Helloween “I Want Out” e si concludono con l’ariosa “Send A Sign” (sempre da “Powerplant”).

Di certo, giunti in chiusura, dopo tre ore di musica con Gamma Ray, Freedom Call e Secret Sphere, i ragazzi convenuti hanno avuto modo di sperimentare (alcuni per l’ennesima volta) l’effetto benefico del power metal e la professionalità di musicisti che sanno sempre far la felicità dei propri ascoltatori.

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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