Fear Factory + Havok: Live Report della data di Roma

A pochi giorni dall’uscita ufficiale del loro nuovo album dal titolo “The Industrialist”, i Fear Factory hanno fatto tappa nel nostro bel Paese per due date: una all’Orion Club di Ciampino e l’altra al New Age di Roncade (Treviso).

In quel di Ciampino Dino Cazares & Co. hanno dato prova di essere una band in gran forma, animali da palcoscenico che riescono a coinvolgere il pubblico e divertire nonostante la scarsa affluenza di adepti; ebbene si, ci si aspettava una gran ressa al botteghino, invece ci siamo ritrovati dinanzi ad una sala concerti semivuota: c’erano all’incirca trecento persone. Aprono le danze alle ventidue in punto gli Havok, combo thrash metal di Denver (Colorado), che con il loro sound anni ’80 hanno scaldato gli animi di quanti accorsi ad ascoltare gli headliner della serata.

Alle ventitré parte il sottofondo musicale, Burton C. Bell e soci si apprestano a calcare il palcoscenico ed è subito delirio nel moshpit sulle note di “Shock”, cui fanno seguito “Edge Crusher”, “Smasher Devourer” ed altri brani storici del quartetto.

Nonostante la sua mole imponente, Dino Cazares percorre continuamente il palco da destra a sinistra e viceversa, dispensa sorrisi ed occhiolini agli spettatori della prima fila ed in una occasione sceglie la mano di un fortunato per pigiare i tasti della sua Ibanez seven strings. Indiscusso leader della band catalizza su di sé tutti gli sguardi degli spettatori, tanto che durante una pausa si leva tra il pubblico un coro che inneggia al suo nome, creando sul palco un certo imbarazzo, tanto che lo stesso Cazares sdrammatizza controbattendo col nome del singer “Burton”.

Matt Devries, chitarrista storico dei Chimaira e da poco integrato nella band, sembra essere a suo agio con il basso, partecipa alla scena dimostrandosi comunque preciso nel tocco ed impeccabile nella ritmica. Da poco subentrato a Gene Hoglan, il neo batterista Mike Heller appare totalmente ingessato, tanto preciso quanto immobile dietro le pelli sembra un ragazzino al suo primo giorno di scuola, nonostante la sua prestazione al di sopra della perfezione. Prova sottotono invece per Burton C. Bell, singer della band, come sempre presente nelle parti più sporche, ma totalmente assente in quelle melodiche, parzialmente fuori forma, anche se in compenso colma il vuoto con una presenza scenica da vero rocker, non si risparmia dando il meglio di sé stesso.

Nel corso della loro performance presentano anche qualche brano appartenente al nuovo disco, la cui uscita è stata ripetutamente sottolineata da Burton col l’espressione “June 4th the Industrialist”. In poco più di un’ora i Fear Factory concludono la scaletta, ultimo brano l’ottimo “Replica”, assalto conclusivo per una serata davvero da incorniciare.

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