Evanescence + Within Temptation: Live Report della data di Milano

Avevamo ormai perso le speranze dopo due anni e mezzo di attesa e vari rinvii, ma finalmente è arrivato a Milano il “Worlds Collide Tour” degli Evanescence con i Within Temptation, che originariamente si sarebbe dovuto svolgere ad aprile 2020. Nel frattempo ci sono state alcune importanti novità in casa Evanescence, tra cui l’uscita di un nuovo album dopo una pausa di dieci anni ed il licenziamento inaspettato della chitarrista Jen Majura, che ha comportato un cambiamento significativo all’interno della line up. Infatti, si è aggiunta alla band la bassista dei Sick Puppies, Emma Anzai, mentre il precedente bassista Tim McCord è passato alla chitarra ed è con questa formazione che gli Evanescence hanno intrapreso il tanto agognato tour in cui hanno finalmente suonato dal vivo i nuovi brani di “The Bitter Truth”. Trattandosi di un concerto da co-headliner, la durata delle due esibizioni è stata pressoché identica, ma se il giorno precedente erano stati i Within Temptation a chiudere la serata, a Milano l’ordine delle due band è stato invertito.

VERIDIA

Precisi come orologi svizzeri, salgono sul palco i Veridia, una band alternative rock di Nashville in attività da quasi un decennio, che aveva già suonato con gli Evanescence anche nell’ultimo concerto in Italia a settembre 2019. In occasione del loro primo tour dal vivo dopo tre anni di stop, i Veridia eseguono alcuni brani più recenti, come “Poppies” e “Blood Diamond”, e quasi metà di “The Beast You Feed”, l’unico album in studio della band uscito nel 2018. Anche se l’esibizione dei Veridia sembra un po’ fuori contesto in questa serata per la mancanza della componente sinfonica, che caratterizza invece i due co-headliner, il loro breve concerto è comunque un ottimo inizio di serata, soprattutto per merito della carismatica cantante Deena Jakoub, che ha scaldato il pubblico in attesa delle altre band.

WITHIN TEMPTATION

Nel momento in cui sul palco compaiono un’enorme maschera di un automa e vari schermi sospesi, capiamo che i Within Temptation stanno per presentarci uno spettacolo visivo di altissimo livello. Infatti, le nostre aspettative non vengono deluse, ma anzi superate: Sharon den Adel canta “Angels” da un balconcino sospeso e “All I Need” da un’altalena, le fiamme accompagnano gran parte delle canzoni e sugli schermi vengono proiettati vari video durante tutta la durata della performance. Raramente ad un concerto metal si trova una scenografia così curata nei minimi dettagli e degli effetti così ben riusciti, ma a rendere il concerto dei Within Temptation un’esperienza superiore alle aspettative è soprattutto la bravura della band dal vivo, in particolare la tecnica impeccabile di Sharon che non sbaglia mai una nota, mentre balla in giro per il palco ed esegue alcuni cambi di abito. La scaletta cerca di accontentare un po’ tutti, perché oltre ai nuovi singoli “Don’t Pray For Me”, “The Purge” ed “Entertain You” che suonano benissimo dal vivo, troviamo anche alcune grandi hit come “Paradise”, “Supernova” e “Raise Your Banner”, durante la quale Sharon sventola un’enorme bandiera ucraina, e canzoni di inizio carriera come “Ice Queen” e “Mother Earth”. Già solo l’esibizione dei Within Temptation vale la lunga attesa e il costo del biglietto, ma per fortuna la serata non è ancora finita.

EVANESCENCE

Dopo un cambio palco più lungo del previsto, in cui tutta la bellissima scenografia dei Within Temptation viene smontata per lasciare lo spazio ad un palco molto più scarno, è finalmente il turno degli Evanescence, che tornano nel nostro Paese dopo tre anni di assenza dal concerto all’Arena di Verona nel 2019. Si spengono le luci e parte l’intro “Artifact/The Turn”, mentre la gente urla a squarciagola il nome di Amy Lee. La scarsità della scenografia viene colmata dai giochi di luce e dai video trasmessi sullo sfondo, ma soprattutto dall’energia travolgente degli Evanescence, che finalmente ci fanno ascoltare dal vivo le nuove canzoni, tra cui “Broken Pieces Shine”, “Take Cover” (con tanto di acuto disarmante di Amy), “Wasted On You” e “Better Without You”. Ma sono soprattutto i brani eseguiti al pianoforte a rendere la serata molto emozionante, come ad esempio “Far From Heaven”, anticipata dal breve discorso di Amy sull’importanza di ricordare le persone che abbiamo perso, essendo il brano dedicato al fratello minore Robby, scomparso prematuramente alcuni anni fa. Altri momenti da brividi sono la performance di “Your Star” e l’intro quasi a cappella di “End Of The Dream” e, anche se Amy sembra leggermente sottotono, non possiamo non rimanere affascinati dalla sua voce che, anche a distanza di molti anni, continua ad emozionarci come se fosse la prima volta. E dato che gli Evanescence sono grati per il successo che hanno ottenuto, decidono di dedicare ai loro fan “My Immortal”, durante la quale il palazzetto si riempie di centinaia di torce accese e il pubblico canta a squarciagola il famosissimo ritornello. In scaletta non mancano neanche altri grandi classici, ovvero “Going Under” e “Call Me When You’re Sober”, mentre per la prima volta viene inserito un medley di “Lose Control”, “Part Of Me” e “Never Go Back”. Pensavamo di non rivedere più sul palco Sharon e Deena e invece entrambe raggiungono inaspettatamente Amy durante “Use My Voice”, per unirsi al coro che viene cantato anche da tutto il pubblico. Questo, però, è l’unico “duetto” a cui assistiamo, a dispetto del nome del tour “Worlds Collide” che faceva presupporre una maggiore interazione tra le due band. Chiudiamo poi definitivamente la serata con “Bring Me To Life”, mentre in aria vengono lanciati coriandoli e stelle filanti colorate.

Come ha detto anche Amy, prima o poi i sogni diventano realtà e finalmente abbiamo potuto assistere al “Worlds Collide Tour” che abbiamo atteso per molto tempo. Ne è valsa la pena aspettare tutti questi anni? Assolutamente! Entrambe le esibizioni erano di altissimo livello dal punto di vista musicale, ma se dobbiamo fare un confronto sulla scenografia i Within Temptation vincono a mani basse. Nonostante un palco un po’ troppo semplice per l’esibizione degli Evanescence e la mancanza di un vero e proprio duetto tra le due cantanti, la nostra attesa è stata assolutamente ripagata e torniamo a casa soddisfatti, perché raramente ci capita di assistere ad un ottimo concerto di due band di questo calibro nella stessa serata.

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