Elements Of Rock Festival 2009: Live Report

ELEMENTS OF ROCK FESTIVAL

25-27/04/2008

Stadthofsaal, Uster

Svizzera

Gruppi:

26/04/08

– MONOBLOCK
– DEUTERONOMIUM
– SEVENTH AVENUE
– THY BLEEDING SKIES
– METATRONE
– DOCILE
– HORATIO
– MORGANTEN

25/04/08

– EXAUDI
– KREYSON
– DBEALITY
– ARCANE LEGION

Giunto al traguardo del quinto anniversario l’Elements Of Rock è il festival più noto di tutta Europa dedicato al metal cristiano e quest’anno si concentra su band che giungono da nazioni vicine e meno su act provenienti da continenti lontani, come era avvenuto precedentemente, quando erano stati invitati gruppi quali gli australiani Virgin Black.

Con mezzi meno imponenti a livello ieconomico rispetto all’anno precedente gli organizzatori hanno puntato a band di ottima qualità ma meno costose.

Giunti in loco venerdì pomeriggio veniamo coinvolti da un’atmosfera vivace ma pacifica in cui anche i musicisti sono estremamente disponibili all’icontro con i fan; infine per tutto li corso del festival nei periodi della giornata non interessati dai concerti (che iniziavano nel pomeriggio) lo staff del festival ha organizzato con la collaborazione dei gruppi presenti diversi incontri tematici che hanno permesso di conoscere meglio l’universo del christian metal e il suo rapporto con la fede cristiana.

La serata del venerdì 25, verso le 19,00 l’Elements Of Rock targato 2008 apre i battenti con i tedeschi Arcane Legion, che vengono a sostituire i Vindex, assenti all’ultimo momento dalla manifestazione. Il gruppo tedesco è formato da ragazzi con molta energia e questa caratteristica sarà poi, possiamo quasi dire, la maggiore qualità dei nostri, che sul palco hanno tentato di coinvolgere in ogni modo il pubblico presente, grazie soprattutto alla volontà profusa dal chitarrista cantante Malte e nonostante suoni pessimi che sicuramente hanno contribuito a “segare le gambe” di questa band. I brani eseguiti sono quasi tutti presenti nel DemoCD d’esordio del 2005; titoli come l’iniziale ‘Overcome The World’ e ‘Sound Of War’ presentano una struttura compositiva assolutamente aderente all’operato degli Iron Maiden, di cui i nostri sembrano essere fan assoluti.

A dimostrazione di quanto asserito gli Arcane Legion eseguono, proprio come terzo pezzo, la cover ‘The Clansman’ dei Maiden, forse il brano migliore del periodo di Blaze Bayley alla voce. Il concerto finisce abbastanza in fretta ma fa capire come i nostri, spesso imprecisi, necessitino ancora di molte prove per riuscire a divenire più convincenti on stage.

Il secondo gruppo della serata è una vera e propria sorpresa. I Dbeality già li conoscevamo come band dell’americano David Benson, dedita ad un metal moderno, molto groovy, che non disdegna un aggancio al sound tipico di Ozzy e dei Black Sabbath più rock. Questa definizione del loro sound deriva anche dal fatto che lo stesso robusto frontman, appunto David Benson, possiede una voce veramente identica al noto Ozzy Osbourne.

In realtà in questa serata abbiamo modo di conoscere un volto inedito del gruppo sia dal punto di vista musicale sia dal punto di vista della formazione stessa. Infatti sul palco vengono ad accompagnare il buon David non Dale Greer (chitarra) o il mitico Robert Sweet (Stryper) bensì la quasi totale line-up di Narnia e Rob Rock, ossia il funambolico chitarrista Carljohan Grimmark, il bassista Andreas Olsson e il batterista Mick Nordström.

Dopo questa prima sorpresa veniamo travolti dalla seconda non appena la band inizia a suonare; infatti dalla miscela sonora del primo CD dei Dbeality, vicino a un metal-groove di tendenza americana, i nostri vengono a proporre un doom metal decisamente massiccio e classico, innervato dagli assoli incredibilmente virtuosi di Carljohan, che a conti fatti sfodererà la miglior prestazione alla chitarra di tutto il festival.

Si inizia infatti con ‘Premonition Of Doom’, una canzone manifesto che appartiene però al progetto David Benson, gruppo differente dai Dbeality, in cui la matrice classica sabbathiana è più forte. Nello stesso ambito abbiamo nel finale la travolgente ‘Holy Psychoterapy’ ed ancora, sempre agli inizi della performance, l’ottima ‘Crushing The Dark Cathedral’, brano molto lugubre e cadenzato, che esalta la possanza della linea ritmica e il recitato di David, perfettamente a suo agio in un brano che avrebbe fatto un’ottima figura negli album dei Sabbath anni ’70.

Anche i brani tratti dall’esordio dei Dbeality non sono da meno; in particolare veniamo travolti dal sound della potente ‘Victory’ e dalla melodica ‘We Don’t Bow’, ancora una volta brani all’insegna di una concezione “groovy” dela musica, che dal vivo riesce a far un’ottima presa sul pubblico, che rimane molto coinvolto e risponde in modo egregio. In conclusione possiamo senza dubbio sottolineare come i Dbeality saranno alla fine della serata il miglior act del primo giorno del festival.

E’ quindi il turno di un gruppo che lasciava molti interrogativi pre-performance; parliamo dei norvegesi Drottnar, che nella seconda parte della loro carriera hanno abbandonato il black metal classico delle origini per approdare con l’album ‘Welterwerk’ a un black industriale e sperimentale, freddo, gelido e decisamente aggressivo, ma anche più cadenzato e marziale.

Sotto certi punti di vista potremmo dire che i Drottnar di oggi siano un’estremizzazione dei ben noti Voivod. Comunque sia è proprio questo tipo di approccio che la band sceglie di proporre sul palco dell’Elements. Questo lo si deduce sin dall’inizio quando i nostri compaiono compatti e ed estremamente seriosi, con indosso perfette uniformi dell’Armata Rossa, ossia lo stesso look presentato in occasione dell’uscita del loro ultimo album.

Inutile dire che se da un lato ‘Welterwerk’ (datato ormai 2006) la fa da padrone nella scelta dell’esecuzione live, con pezzi come la straniante ‘Ad Hoc Revolt’ o la massacrante ‘Destruction Czar’, dall’altro punto di vista si possono ascoltare diversi pezzi nuovi, davvero distruttivi, che rimangono nell’alveo compositivo e stilistico dell’ultima release.

Di sicuro questo live, supportato anche visivamente da un’oscurità quasi totale, squarciata soltanto da fortissime luci verdi, riesce a creare l’atmosfera perfetta e donare ai fan uno spettacolo degno e fortemente collegato al sound dei nostri. A completare il quadro della situazione c’è anche l’ottimo lavoro della linea ritmica, formata da Havar Wormdahl al basso e Glenn-Devid Lind alla batteria, che scandiscono con la giusta energia i tempi “quasi” militari delle song; infine citiamo ancora l’ottimo Sven-Erik Lind alla voce, che canta spesso supportato da un megafono ed utilizza per sottolineare certi momenti intensi addirittura una sirena. Nel futuro i Drottnar sapranno sicuramente stupirci con un album all’altezza delle aspettative, da quanto abbiamo potuto ascoltare in questa serata.

Con i Kreyson torniamo decisamente al sound hard’n’hevy più classico. I nostri provengono dalla Repubblica Ceca ed in patria sono assai noti ed abituati a suonare di fronte a numerossissimi fan. Fra gli altri ricordiamo anche la loro collaborazione con Doro Pesch, che portò anche alla realizzazione di un videoclip live per la song ‘Deep In The Night’.

Qui in Svizzera, il sound classico dei nostri fa un’ottima figura ma non sembra colpire moltissimo il pubblico presente, salvo un discreto numero di amanti del vecchio hard che si lascia trasportare dai riff di chitarra di Radek Kroc e Jaroslav Barton.

Ladislav Kří

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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