Disturbed: Live Report della data di Milano

Nonostante l’elevata concentrazione di concerti a Milano nel mese di giugno, un Alcatraz pieno per circa tre quarti accoglie i Disturbed con un’ottima affluenza, probabilmente anche grazie al fatto che il gruppo americano, forte di ben tre album su quattro arrivati al primo posto delle classifiche USA, non calca un palco italiano da svariati anni ed è quindi molto atteso dai fan che non hanno mai potuto ascoltare dal vivo i loro pezzi di maggior successo.

Aprono la serata i Mellowtoy, gruppo romano fra il crossover e il nu-metal; pur non dotati di una personalità particolarmente originale, riescono bene nell’intento di scaldare il pubblico in attesa del piatto forte.

Arriva il turno degli headliner e l’inquietante singer David Draiman raggiunge sul palco i compagni trasportato su un tavolaccio di legno e imprigionato da una camicia di forza e una maschera alla Hannibal Lecter. La scaletta del concerto è stranamente sbilanciata a favore dei pezzi più vecchi, per più di un terzo tratti addirittura dal primo album "The Sickness" del 2000 e solo un paio, verso la fine dello show, dall’ultimo "Indestructible" del 2008 (nonostante il titolo venga spesso richiamato nelle incitazioni rivolte al pubblico). Si apre con "Voices", prima canzone in assoluto della loro discografia e si procede con "Liberate" da "Believe" e "Just Stop" da "Ten Thousand Fist", probabilmente il loro disco di maggior successo. La band picchia duro e ripropone bene le ritmiche serrate e potenti del loro metal moderno. Bassista e chitarrista sono dinamici e corrono in giro per il palco; il cantante Draiman però non appare al massimo della forma vocale, pur fornendo una prestazione comunque buona, e si affida al suo carisma per rafforzare il legame col pubblico, spingendosi anche a cazziare chi assiste allo show comodamente seduto dalla zona bar. Il concerto prosegue con canzoni dal sound molto omogeneo, indice di una cifra stilistica ben definita ma anche di un certo immobilismo creativo nel corso degli anni. Si segnalano per la scontata partecipazione del pubblico le due cover, "Land Of Salvation" dei Genesis e "Shout 2000" dei Tears For Fears, quest’ultima inserita in un medley dove compare per la prima volta un brano dal nuovo disco, "Criminal", seguito poco dopo da "Inside The Fire". Dopo una prima conclusione con "Ten Thousand Fist", i Disturbed si ripresentano a proporre finalmente "Indestructible", purtroppo seguita da un drum-solo evitabile, soprattutto per il posizionamento in scaletta. La classica "Down With The Sickness" chiude infine un concerto buono ma che non sembra aver soddisfatto in pieno le aspettative di chi li attendeva da così tanti anni.

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Anorexia Nervosa – Recensione: Disturbed

Chissà cosa riserverà il futuro agli Anorexia Nervosa…La band francese, forse la più nota esponente di black metal melodico in patria, dopo la defezione del vocalist RMS Hreidmarr, non ha più dato notizie di sé. Ufficialmente i nostri sono alla ricerca di un cantante, ma quattro anni sono un periodo ragionevolmente lungo per nutrire il lecito dubbio che i musicisti superstiti preferiscano dedicarsi ad altri progetti.

E proprio al fine di coprire un simile lasso di tempo, Listenable pubblica una raccolta con materiale estratto dai precedenti studio album della band. Avete capito bene, su questo “Disturbed” troverete le stesse versioni dei brani presenti sui full-length , ad eccezione di “I’ll Kill You”, cover degli X-Japan che tuttavia figurava nella versione giapponese del disco.

Ce n’era proprio bisogno? Dal nostro punto di vista sarebbe stato meglio lasciarli uscire di scena senza forzature, evitando di riesumare un nome dalla valenza indubitabile ma che probabilmente non ha più nulla da dire.

Il nostro accanimento infatti non è contro la band, davvero maestra nel suo genere, ma verso una simile iniziativa, la cui unica utilità è quella di alleggerire le saccocce allo sprovveduto di turno.

Voto recensore
2
Etichetta: Listenable / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist:

01.Intro
02.The Drudenhaus Anthem
03.Das Ist Zum Erschiessen Schon
04.God Bless The Hustler
05.Sister September
06.Antinferno
07.Worship Manifesto
08.I’ll Kill You (X-Japan Cover)
09.Quintessence (Darkthrone Cover)


Sito Web: http://www.myspace.com/motheranorexia

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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