Dennis Stratton: Live Report e foto della data di San Giovanni in Persiceto (BO)

San Giovanni In Persiceto, collocato in mezzo alla pianura fra Bologna e Modena e lungo la ferrovia che pporta al Brennero, è un paese dotato di un carattere tutto suo. Sulla carta gli daresti due soldi, invece vanta tradizioni rilevanti, come un carnevale storico combattutto con accanimento dalle società che se ne occupano, o il gatto Gino, un felino rossiccio che per anni è stato il signore del centro storico, al punto da meritarsi una statua sulla piazza principale. E un teatro storico che di tanto in tanto ospita anche concerti rock. Alcuni anni fa passò Richie Kotzen, questa volta le pareti hanno tremato al cospetto della chitarra di Dennis Straton.

Una delle, ad avviso di chi scrive, poche situazioni interessanti che possono accadere nel vedere una tribute band, è quando questa coinvolge in un proprio concerto un artista che suona o ha suonato col gruppo omaggiato. È stato questo il caso dei Children of The Damned, tributo originario della zona e di grande esperienza, chiaramente per gli Iron Maiden, che ha avuto la bella iniziativa di portare in concerto con loro Denis Stratton, chitarrista nel leggendario disco d’esordio degli inglesi.

In una bella location quale il Teatro Comunale, davanti a un pubblico veramente numeroso, che ha riempito ogni posto a disposizione, i Children of The Damned hanno iniziato con un set dedicato a un po’ di classici dell’era con Dickinson alla voce, infilando fra i classici “Fear Of The Dark” e “The Trooper” anche qualche brano non del tutto scontato come “Aces High” e “The Evil That Man Do”, dimostrando un’ottima qualità esecutiva (i più attenti avranno anche visto Stratton seduto, insieme a quella che presumibilmente è la moglie, in uno dei palchi del teatro, a godersi la prima parte del concerto).

La parte più succosa però è stata chiaramente la seconda parte del concerto: dopo una breve pausa, proprio come fra un atto e l’altro, il gruppo è salito sul palco col prestigioso ospite, e l’impatto è stato notevole. L’attacco del riff di “Prowler” con QUEL suono ha fin da subito fatto la differenza. Il punto è che musicisti di quella caratura riescono a essere l’elemento che dà una vera e propria svolta al sound generale, chiaramente e intelligentemente costruito dalla band attorno a loro. E così Stratton si è confermato un grande chitarrista, magari non uno di quelli quotidianamente sulla ribalta, ma che con la sua grande esperienza (non dimentichiamo, dopo gli Iron Maiden, i numerosi dischi fatti coi Praying Mantis e molto altro) sanno perfettamente come guidare una band e darle la propria impronta sonora. Il tutto ovviamente senza nulla togliere agli ottimi Children of The Damned, assolutamente all’altezza della situazione. Il repertorio è consistito nell’esecuzione dell’intero primo album (con l’eccezione di “Running Free” e “Charlot The Harlot”) e in più “Wratchild” e “Killers” dall’omonimo album. Da segnalare “Phantom of The Opera” in cui Stratton ha parzialmente prestato anche la sua voce, e l’esecuzione di “Strange World”, da lui presentato come brano eseguito ben poche volte dal vivo, ma che era rientrato nel repertorio grazie proprio a richieste da parte del pubblico italiano alcuni anni fa. In definitiva è stata un’ottima occasione per vedere dal vivo un chitarrista vecchia scuola, di alto livello, che ha suonato in almeno un album fondamentale e che ha dimostrato un gusto, un suono e una padronanza della situazione non da tutti. Ringraziamo quindi i Children of The Damned e tutta l’organizzazione dell’evento per questa opportunità.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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