Decapitated + Despised Icon + Oceano + Distant: Live report e foto della data di Paderno Dugnano (MI)

Sono le 19.30 circa quando (dopo una serie sfortunata di intoppi “on the road”) arriviamo allo Slaughter Club di Paderno Dugnano, locale che non manca mai di portare al suo interno band di grande spessore della scena internazionale.  Quest’oggi la serata sarà piena di nomi interessanti, ma purtroppo dato il nostro arrivo in ritardo, mancheremo l’esibizione della band inglese Viscera; non siamo però stati gli unici a mancare lo show dei britannici. Diversi conoscenti all’esterno del locale ci hanno riferito che una probabile mancanza di personale ha fatto sì che parte della gente (senza biglietto acquistato in prevendita) rimanesse fuori per la quasi totale esibizione della prima band, un vero peccato. 

DISTANT

Risolti tutti i problemi e giunti al cospetto dello Slaughter Club ci prepariamo per l’esibizione degli olandesi Distant, band deathcore che, sebbene sia formata da giovanissimi elementi, sta facendo parlare molto bene di sé nel panorama core e affini, tant’è che l’ultimo album, “Aeons Of Oblivion”, ha aperto loro le porte ad una delle etichette metal più importanti nel settore, la Century Media. I fan sotto al palco sono belli carichi e non mancano di dilettarsi sin da subito in movimentati moshpit che continueranno comunque fino all’esibizione degli headliner. La band che oggi si vede a suonare per la prima volta nel paese tricolore martella l’udito degli ascoltatori con la propria violenta proposta, che vede sul palco l’alternarsi di suoni cavernosi e voci perforanti che mantengono “botta” fino alla chiusura del concerto, ove il chitarrista della band decide di percorrere i pochi gradini che separano palco e pit per poi concludere l’ultimo brano in mezzo ai fan.

OCEANO

Un cambio palco velocissimo fa sì che non si perda troppo tempo e mentre il pubblico è ancora caldo, ecco salire sul palco un’altra forte realtà del panorama Deathcore (sebbene con molti più anni alle spalle); si parla degli Oceano, capitanati da un Adam Warren in perfetta forma che ricorda ancora una volta quanto la sua voce possa evocare le più oscure creature musicali.  Sebbene la scaletta non veda grandi novità (eccezion fatta per il nuovo singolo), i nostri riescono a non annoiare gli ascoltatori, che con gli occhi spalancati seguono ogni movimento dei musicisti on stage. Tra Distant ed Oceano è gara di “buchi neri” musicali, sempre deliziosi oltre che su disco, anche in sede live.

DESPISED ICON

Aggiungiamo sempre più esperienza al piatto e senza tralasciare l’entusiasmo, ci prepariamo per l’esibizione dei Despised Icon, ultima band Deathcore della serata che, con la sua forte indole HC, prende da subito ciò che è suo. D’altronde i canadesi sono stati senza ombra di dubbio uno dei primi gruppi a proporre questo tipo di musica quindi… “Diamo a Cesare ciò che è di Cesare”.  Lo stage è svuotato praticamente da tutto e le luci ora sono molto chiare (a differenza delle band precedenti che, specialmente per quanto riguarda gli Oceano, hanno optato più per luci scure), i nostri senza esitazione si espongono da subito al pubblico capitanati dalla coppia di cantanti formata da Alex Erian e Steve Marois, che non smetteranno per un momento di correre per il palco incitando i presenti e imponendo di prepotenza il loro invidiabile stile. Il muro sonoro creato dai sei musicisti sul palco ha dell’incredibile e spazza via tutti i concetti finora creati dalle band che hanno preceduto i nostri. Complice l’esperienza, l’attitudine o semplicemente la grande tecnica e professionalità dei nostri, ma i Despised Icon confezionano uno show ragguardevole e lo si può percepire anche dal numero di presenti ora in sala, che fa sembrare lo Slaughter Club uno stanzino nel sottoscala, eccezion fatta per il pit sempre più carico di nuovi cadetti, in preda a instancabili circle pit e moshpit che, aihmè, non vengono accolti bene da parte di tutti i presenti. I Despised Icon escono dal palcoscenico accolti da un’ovazione generale. Il loro è stato senza ombra di dubbio lo show più coinvolgente della serata. 

DECAPITATED

Ci avviamo alla chiusura del live e lo facciamo con l’ultima band della serata, i polacchi Decapitated che, accolti da un pubblico per lo più formato da giovani leve, partono all’arrembaggio con il loro ultimo lavoro in studio, “Cancer Colture“, album che si sentirà spesso nel proseguire della scaletta dei nostri. Non c’è dubbio che i Decapitated siano una band non da poco nel panorama Death e affini e, specialmente in sede live, sanno dare ai fan quello che vogliono, eseguendo comunque tutta la scaletta a loro disposizione con gran classe ed ottima tecnica. Sarà però per quei giri che mi sembrano sempre più riciclati, sarà che i primi brani sono stati mixati non ottimamente o per quello stile che va sempre più ad allontanarsi dalla matrice Death Metal che costituì i primi album, ma i Decapitated non riescono a convincermi quanto le band precedenti. Concludendo il set, essi pongono fine a una serata comunque ottima, che ha visto lo Slaughter Club riempirsi di fan accorsi per quella che, a conti fatti, è stata una serata perfetta all’insegna della musica estrema; sperando di vedere i locali sempre così pieni. 

 

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