Clutch: Live Report e foto della data di Milano

Sabato 26 novembre, Milano ha ospitato nei suoi vari locali diversi concerti. Al Fabrique sono tornati i Clutch, per quello che si potrebbe considerare il loro tour per il trentesimo anniversario di carriera, ma anche di supporto alla loro ultima fatica, “Sunrise On Slaughter Beach”.

É proprio con la title-track che si apre il concerto, alla quale segue una giostra di canzoni pescate qua e là dalla loro discografia. Una cosa che rende felice il proprio fandom è che i Clutch cambiano ogni serata la propria scaletta e ne approfittano sempre per eseguire pezzi “minori”. Lo conferma il fatto che anche stasera si sono potuto ascoltare anche delle rarità.

L’unica certezza è che l’intero concerto è stato riempito da quei riff rock che sono una garanzia della band. Questo compito è spettato principalmente allo statico chitarrista Tim Sult, poichè il frontman Neil Fallon è stato occupato principalmente con il canto e a girare sul palco, per incrociare gli sguardi di tutto il pubblico, ormai da 30 anni fedele alla band.

In chiusura non è potuto mancare il loro tormentone “Electric Worry”, seguito come vero finale da “Impetus”, tratta dall’omonimo Ep, una vera chicca che ha fatto saltare i fan per un’ultima manciata di minuti, prima dei saluti.

Al momento la band non ha ancora svelato i suoi programmi per il 2023, ma vedendo il positivo responso di queste ultime date europee, non è da escludere che possano ritornare nel Vecchio Continente presto.

Una piccola menzione d’onore va fatta agli opener della serata che, sebbene siano delle realtà più recenti, si sono fatte valere: dopotutto, gli stessi Clutch, se li sono portati appresso per tutto il tour.

Sto parlando dei Tigercub, che hanno aperto le danze con il loro miscuglio di Indie, Grunge, Stooner, Metal che mi ha conquistato. Personalmente li ho ritenuti una piacevole scoperta e il loro talento l’ha pure sottolineato Stone Gossard dei Pearl Jam, il quale ha prodotto il loro ultimo singolo “The Perfume of Decay”, ovviamente suonata dal vivo.

La seconda e ultima spalla dei Clutch sono stati i Green Lung, che hanno portato in tavola il loro doom in chiave più moderna, ma sempre con dei richiami sabbattiani e al rock più classico.

Questa è stata un’occasione per la band per suonare le canzoni del loro ultimo disco “Black Harvest”. Consiglio vivamente pure loro!

Tigercub Setlist:

1 – Favourite Song

2 – Sleepwalker

3 – Blue Mist In My Head

4 – Memory Boy

5 – The Perfume of Decay

6 – Stop Beating on My Heart (Like a Bass Drum)

7 – Beauty

Green Lung Setlist:

1 – Woodland Rites

2 – Leaders of the Blind

3 – The Ritual Tree

4 – Graveyard Sun

5 – The Harrowing

6 – Old Gods

7 – Reaper’s Scythe

8 – Let The Devil In

Clutch Setlist:

1 – Slaughter Beach

2 – Burning Beard

3 – Struck Down

4 – Rats

5 – Sucker for the Witch

6 – H.B. Is in Control

7 – Nosferatu Madre

8 – Walking in the Great Shining Path of Monster Trucks

9 – 50.000 Unstoppable Watts

10 – In Walks Barbarella

11 – Skeletons on Mars

12 – Green Buckets

13 – Earth Rocker

14 – The Elephant Riders

15 – Abraham Lincoln

16 – A Shogun Named Marcus

17 – Ghoul Wrangler

18 – D.C. Sound Attack!

19 – Electric Worry

20 – Impetus

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