Bulletrain: Live Report della data di Verona

La defezione, dovuta al loro scioglimento, dei Babylon Bombs, che avrebbero dovuto chiudere questa serata, non ha però impedito lo svolgimento di una domenica sera all’insieme delle sfumature più cotonate e, perché no, selvagge, del rock. Arrivando agli svedesi Bulletrain, passando per i nostrani Snakebite, Royal Bitches e Venus Mountains, il locale vibra al suono di quattro band che, differenti nelle esperienze, unificate dalla grinta, danno vita a quattro esibizioni piuttosto eterogenee fra loro ma comunque di rilievo.

Sostenuti da un seguito non molto nutrito ma preparato, salgono per primi sul palco i bresciani Venus Mountains. Band di formazione relativamente recente, con un CD all’attivo pubblicato nel 2009, il quartetto bresciano si mette di impegno nel realizzare brani a cavallo fra hard rock ed heavy metal, incentrati spesso sui soliti clichés da sesso, droga e rock and roll. Le intenzioni sono sicuramente buone, e anche il fatto di proporre pezzi propri è da apprezzare; tuttavia, l’impressione è che ci sia ancora bisogno di maturare proprio a livello di composizione dei brani.

È poi il turno dei veronesi Royal Bitches, che chi scrive aveva già avuto modo di osservare dal vivo durante un festival svoltosi a Soave, sempre nel veronese, nell’estate 2009. Il parere si mantiene più o meno sempre la stesso. A parte i problemi tecnici e le varie sfortune che hanno tempestato la loro prova, i Royal Bitches si confermano come una band di medio spessore, che ricorre troppo facilmente alle cover “attira pubblico” (in questo caso “We Don’t Celebrate Sundays” degli Hardcore Superstar” e “Kickstart My Heart” dei Motley Crue) per mascherare una preoccupante mancanza di idee. Buono comunque il look e in generale l’atteggiamento sul palco, tipico di chi non si arrende di fronte alle difficoltà, e neanche a una chitarra che prima disperde corde in giro e poi si rifiuta di funzionare.

Un giorno dopo l’altro, gli Snakebite continuano a crescere. Dopo averli osservati di recente come gruppo di supporto per i Quireboys, non si può negare che il periodo per loro sia piuttosto favorevole. Il disco appena uscito, “Love Hurts… Snake Bites” è in parte interlocutorio e rivela due aspetti della band perugina, uno più ancorato al rock and roll più classico, uno con un occhio di riguardo verso le sonorità moderne, meno improntato alla melodia del pezzo e più sugli appesantimenti strumentali. Nonostante questo, gli Snakebite riescono a tirare fuori il meglio dal proprio repertorio, alternando brani più vecchi, come “Sleep When I’m Dead”, e più recenti, come “Bad Karma”, e risultando comunque convincenti.

Praticamente sconosciuti in Italia, contrariamente a quanto accade in patria (hanno fra le altre cose partecipato all’edizione 2010 del Rest in Sleaze Festival), gli svedesi Bullterain diventano meritatamente headliner della serata. Anche questa band si colloca con pieno diritto in quel grosso insieme di band hard rock che stanno popolando il sottobosco europeo e che suscitano tanta ammirazione (fino a sfiorare a volte il maniacale) fra le giovani fan, anche nella nostra penisola. Fra i brani proposti, i successi più importanti sembrano essere le vivaci “Joanna’s Secret” e “Bad Blood”, e “Even With My Eyes Closed”, power ballad con classica struttura “strofa soffusa con chitarra acustica + ritornello ad effetto”. Probabilmente le dimensioni del palco non consentono al cantante Robin di esprimersi al meglio, tanto che ad un certo punto la sua energia lo porta a scendere dal palco per coinvolgere ulteriormente il pubblico. L’impressione è comunque quella di una band in forte crescita che, se sostenuta nel modo giusto, potrebbe effettivamente lasciare un segno anche oltre la propria terra di origine.

Ulteriori foto della serata sono visibili a questo link.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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