Black Stone Cherry: Live Report e foto della data di Milano

È il 26 settembre, un lunedì sera, e non appena finiti i concerti di questa serata sarebbe scoppiato il diluvio a Milano, quasi come se fosse stato programmato o comunque per una strana coincidenza. Poco prima, a partire dalle ore 20.00, invece, la tempesta si è scatenata all’interno dell’Alcatraz.

I ragazzi di Vertigo, infatti, hanno portato, nel capoluogo milanese due band di rock del panorama più recente (anche se ormai i Black Stone Cherry sono già abbastanza rodati, con il loro primo album uscito nel 2006).

THE GEORGIA THUNDERBOLTS

Per quanto riguarda il gruppo di apertura, invece possiamo proprio dire che sono giovanissimi: parliamo dei The Georgia Thunderbolts, che hanno fatto il loro debutto discografico l’anno scorso. Questi ragazzi sembrano proprio promettere bene e lo hanno dimostrato anche sul palco dell’Alcatraz, suonando per la prima volta in assoluto nello stivale proprio in occasione di questa serata.

La band può contare su dei validi musicisti e un ottimo cantante e quello che fanno è portare niente di nuovo in tavola: i giovani sono intenti a portare avanti la fiaccola del southern rock, e lo fanno con maestria; inoltre i loro primi lavori ci fanno sperare per il loro futuro. Il pubblico ha davvero gradito e manifestato il suo entusiasmo per questa esibizione di southern rock, tanto che il cantante ha dichiarato che farà in modo di poter ritornare a suonare per i fan italiani.

Setlist: 

1 – Can I Get a Witness

2 – Be Good to Yourself

3 – Half Glass Woman

4 – Boogie

5 – Take It Slow

6 – Spirit of a Workin’ Man

7 – Looking for an Old Friend

8 – Livin’ in Muddy Water

9 – It’s Alright

10 – Lend a Hand

BLACK STONE CHERRY

Finita l’esibizione dei rocker della Georgia, salgono puntualissimi sul palco i paladini del Kentucky e cominciano ad attaccare con “Me And Mary Jane”.

I Black Stone Cherry sono in attività già da un po’, ma mai avrei creduto che avessero una fan base così affiatata anche qui in Italia: quasi tutti in sala cantavano le loro canzoni, nonostante non siano uno di quei gruppi storici che tutti conoscono. Certo, l’Alcatraz non era disposto per contenere un evento di grande capienza, tuttavia il pubblico italiano ha risposto positivamente. Soprattutto considerando che il concerto si è tenuto di lunedì, è stato venduto un buon quantitativo di biglietti, tanto da riempire il locale per com’era predisposto.

La diffusione dei loro pezzi, anche sulle radio italiane, ha contribuito al loro successo (tra l’altro in giornata erano stati ospiti su Radio Freccia) e infatti non sono mancati i loro singoloni tratti dall’album “Between The Devil & The Deep Blue Sea”, che li ha consacrati al grande pubblico.

Tra i brani eseguiti citiamo “Like a Roll”, quasi in chiusura “White Trash Millionaire” e “Blame It on the Boom Boom”, con la quale il pubblico è diventato iperattivo e, con mia sorpresa, ho visto fare anche dei crowdsurfing.

Dopo anni di rimandi, causa covid, la band ha potuto anche presentarci anche i singoli tratti dal loro ultimo disco, “The Human Condition”, e ha avuto un occhio di riguardo a per l’album “Folklore And Superstition”, che ha avuto grande spazio in scaletta: da esso inoltre è stata suonata in chiusura, coraggiosamente aggiungo, una traccia che, magari rispetto alle altre più famose, è passata in sordina. Sto parlando di “Peace Is Free”, che è stata eseguita in modo magnifico, quasi teatrale, all’inizio solo dalla voce del cantante Chris Robertson, accompagnato dal chitarrista Ben Wells. Si è aggiunto poi TJ Lyle, la voce dei Georgia Thunderbolts, ed infine i membri restanti dei Black Stone Cherry, in un continuo crescendo di esecuzione.

La bravura dei Black Stone Cherry è già nota, con la loro maestria a unire elementi pop rock, blues, hard rock e a volte pure delle strizzate d’occhio al metal e pure dal vivo sono una bomba! Meritano proprio di essere visti dal vivo. Sono ottimi musicisti (menzione d’onore al batterista John Fred Young, che si è fatto notare grazie al suo assolo di batteria) e hanno una grande capacità di saper far divertire il proprio pubblico. Anche loro, come i Georgia, hanno promesso di ritornare e perché no? Perché non ancora una volta insieme?

Alla prossima rockers!

Setlist:

1 – Me and Mary Jane

2 – Burnin’

3 – Again

4 – Blind Man

5 – Like a Roll

6 – Cheaper to Drink Alone

7 – Hell and High Water

8 – Soulcreek

9 – Devil’s Queen

10 – Drum Solo + Ringin’ in My Head

11 – In My Blood

12 – White Trash Millionaire

13 – Blame It on the Boom Boom

14 – Lonely Train

15 – Peace is Free

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