Avenged Sevenfold: Live Report della data di Roma

Report di Silvia Autuori
Foto a cura di Stefano Mastronicola

Con Roma gli Avenged Sevenfold avevano un conto in sospeso. O meglio, era il pubblico di Roma ad aspettare al varco Matt Shadows e soci. L’ultima volta che erano stati nella Capitale (sempre nell’ambito del Rock In Roma, nel giugno 2011) hanno svolto il compitino, suonato quello che dovevano suonare, senza alcuna interazione col pubblico e poi via su un furgone bianco.
Probabilmente quella freddezza è stata fatta notare e nonostante questo, il pubblico italiano ha risposto con un sold out nella scorsa data di novembre al Forum di Assago.
Ecco, quindi, che con un velato senso di colpevolezza, gli Avenged Sevenfold hanno dato il massimo on stage, ricordando proprio dal palco l’episodio del 2011.
Suoneremo di più e meglio questa sera”, ha detto M.Shadows.
Meglio, sicuramente, il “di più” è opinabile: 13 tracce, intervallate da un 5 minuti di solo di Synister Gates, il cui “via” è stato dato da una registrata “Back In Black”, esattamente come è stato fatto per il concerto al Download.
Il gigantesco deathbat si solleva. Gli AC/DC sfumano e partono le campane di “Shepherd Of Fire”.
Il pubblico del Rock In Roma è in delirio. Scene di panico sopratutto tra le prime file di ragazzine urlanti che possono guardare negli occhi i loro idoli. Brian, pardon, Syn se ne accorge e spesso e volentieri lancia sguardi ammiccanti, regalando espressioni da “bello e impossibile”. Un po’ più grezzo Johnny Christ, il bassista con la cresta, che invece regala “toccate di pacco”.
Menzione anche per il batterista Arin Ilejay, apparso decisamente più in forma, tranne che su un passaggio in “Unholy Confessions”, ultima traccia suonata, dove sembra che se ne sia andato un po’ per i fatti suoi.
Ed a proposito di batteristi. Esattamente come a Milano, gli Avenged Sevenfold hanno riproposto “Fiction”, brano scritto, cantato e dedicato al drummer The Rev, scomparso nel 2009. Accendini al cielo: tutti si sono sentiti parte della stessa famiglia, nel ricordo di un musicista fondamentale per questa band, la cui assenza pesa non solo dal punto di vista affettivo, ma anche musicale.
Ancora delirio sulla più famosa “Nightmare” ed ovviamente su “Afterlife”, non prima di aver permesso a Synister di deliziare i presenti con un lungo solo.
Per presentare “Sad But True”, pardon, “This Means War” (dall’ultimo album “Hail To The King”), Shadows ha chiesto al pubblico di Roma se se la sentisse di vincere una sfida con il pubblico milanese, in quanto pare che il cantante (per sua ammissione) sia rimasto molto impressionato dalla partecipazione al brano lo scorso novembre: “Non l’ho mai sentita cantare così forte. Volete batterli?”.
Sinceramente non è stato poi comunicato l’esito della particolare sfida…
Sta di fatto che gli Avenged Sevenfold hanno fatto tesoro del calore del pubblico italiano e per questo si sentiranno sempre debitori nei suoi confronti. Noi li aspetteremo, sperando che al prossimo concerto la scaletta vada a rispolverare qualche altro successo di (relativa) nicchia suonato già altrove e non ancora in Italia.

Setlist:

Intro – Back In Black
(AC/DC song)
1 Shepherd Of Fire
2 Critical Acclaim
3 Bat Country
4 Hail To The King
5 Buried Alive
6 Fiction
7 Nightmare
8 Beast And The Harlot
– Solo –
9 Afterlife
10 This Means War
11 Almost Easy

Encore:
12 A Little Piece Of Heaven
13 Unholy Confessions

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi