Pennywise – Recensione: Live @ Key Club

I Pennywise non sono certo un gruppo sorto dal calderone punk dell’ultima ora: formatasi nel 1988, la band ha già pubblicato cinque album ufficiali e si è presto guadagnato una fama mondiale grazie al proprio punk rock diretto e rabbioso. Dopo dodici anni c’era quindi da spettarsi che la band decidesse di pubblicare un live album, visto anche che la dimensione live è particolarmente congeniale ai quattro musicisti di Hermosa Beach. Niente da dire sulla scaletta: i brani più conosciuti ci sono tutti, compresa la celebre ‘Bro Hymn’ col suo coro che ti si stampa in testa subito, il pubblico è coinvolto e presente, la band sembra in grande forma. Però manca qualcosa che renda questo disco veramente degno di nota: sarà forse colpa della registrazione e della produzione, che sacrificano in maniera esagerata l’impatto sonico degli strumenti, sarà la lunghezza eccessiva dell’album (oltre cinquanta minuti di musica… è dura arrivare in fondo se non si è dei fan sfegatati del genere e del gruppo), fatto sta che il disco non riesce a coinvolgere in pieno come dovrebbe e i Pennywise, a dispetto della fama e del credito di cui godono, finiscono per fare la figura del ‘solito gruppetto punk’. Rimandati.

Voto recensore
5
Etichetta: Epitaph/Venus-Giucar-Goodfellas (2000)

Anno: 2000

Tracklist: Tracklist: Intro / Wouldn’t Be Nice / Living For Today / Final Chapters / Can’t Believe It / Unknown Road / Homesick / No Reason Why / Fight Till You Die / Peaceful Day / Society / Straight Ahead / Pennywise / Perfect People / Monor Threat / Same Old Story / Alien / Bro Hymn

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