Death – Recensione: Live In L.A.

Se i proventi di questo disco dovessero significare la differenza fra la vita e la morte per il povero Chuck Schuldner (che sta lottando da un lato contro un tumore e dall’altro con il bestiale sistema assicurativo/sanitario americano), questa recensione potrebbe risolversi in un "comprate questo disco, compratelo tutti, e fatelo comprare pure a vostra nonna". Aggiungo che se vostra nonna dovesse rifiutarsi di comprarlo, incorrerebbe nella mia personale disapprovazione – questo è un periodo in cui ho pochissima pazienza verso le nonne che non comprano regolarmente dischi di Death Metal.

Ok, questa è la versione sentimentale. Quella professionale è un po’ diversa: "Live" è poco più di un bootleg ufficiale. Triste verità, ma la verità non di meno. Una band come i Death, che con gli ultimi due dischi ha raggiunto vertici incredibili di sottigliezza e raffinatezza sonora pur nei limiti del genere, non merita il suono fangoso e piatto di questo disco. Se non ci credete, andate a sentirvi "Flesh And The Power It Holds" (uno dei pezzi più belli scritti dalla band, se non IL più bello) e poi ditemi. Certo, è "Death & Raw" – come ci avverte il sottotitolo – ma i Death hanno smesso di essere "raw" da un bel pezzo, e cercare di rivenderceli come un gruppo di vecchio death micragnoso, è quantomeno bizzarro.

La tracklist – potenzialmente eccellente – aumenta solamente la frustrazione di chi magari si aspettava un live "vero": pezzi come "Philosopher", "Together As One", "Symbolic" ricevono un trattamento che definire "modesto" è quasi un complimento. Uno pensa solo a quello che sarebbe potuto essere questo disco con un po’ più di attenzione verso la produzione (e di rispetto verso la band).

E qui sorge il dubbio – doverosa operazione economica per supportare le traversie di Chuck, oppure sfrontato rip-off ? I Death non sono i Backstreet Boys, e quindi voglio pensare che la casa discografica sia stata in buona fede nel momento in cui ha lanciato l’operazione. E sempre in questo spirito, mi limito a commentare che un live dei Death mediocre è sempre meglio di nessun live: accattatevi questo disco (con tutte le riserve mentali di cui sopra) e pensare che state contribuendo al ritorno sul palco di Chuck, magari per produrre il disco dal vivo che i Death si meritano.

Voto recensore
5
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2001

Tracklist: Tracklist: The Philosopher / Spirit Crusher / Trapped In A Corner / Scavenger Of Human Sorrow / Crystal Mountain / Flesh And The Power It Holds / Zero Tolerance / Zombie Ritual / Suicide Machine / Together As One / Empty Words / Symbolic / Pull The Plug

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi