Cinderella – Recensione: Live At The Mohegan Sun

Mancano solo loro (e forse i Guns and Roses in formazione originale). Fra i grandi gruppi degli anni ’80, uno di quelli per i quali si prova maggiormente nostalgia, ancora non ufficialmente tornato in attività, sono i Cinderella. In attesa di quelle che fino ad ora sono soltanto voci, di un presunto ritorno con nuovo materiale nel 2010, nonché di un appetitoso tour europeo, ecco pronto l’ennesimo live, che questa volta va a pescare in tempi più recenti rispetto ai precedenti (essendo stato registrato nel luglio 2005 in un locale del Connecticut) e quindi può darci un’immagine più chiara di quello che è lo stato attuale della band.

Partiamo quindi col dire che l’anello debole della catena è, purtroppo, la voce di Tom Keifer, che mostra in modo impietoso la sua debolezza, nonostante i tentativi, anche ben riusciti, di mantenerla sui livelli di inizio carriera (i cori degli altri membri della band danno comunque un importante apporto). A parte questo piccolo problema, o forse nonostante questo, il nuovo live è impeccabile sotto ogni aspetto. La tracklist è leggermente modificata rispetto alla struttura canonica di un live dei Cinderella, viene dato molto più spazio ai pezzi di “Long Cold Winter” a discapito di “Heartbreak Station” (manca ad esempio “The More Things Change”), e compare, nel materiale bonus, anche “Still Climbing”. La stessa “Heartbreak Station” mantiene immutato il suo indiscutibile fascino, così come per altri classici del repertorio del gruppo, come “Night Songs” o “Gypsy Road”. C’è in sostanza da operare una scelta di pensiero. Se si preferiscono i live incellofanati in una produzione perfetta, dove se non fosse per le voci del pubblico sarebbe difficile distinguere fra lavoro in studio ed esecuzione dal vivo, il live del Mohegan Sun non rispecchia queste aspettative. Se invece alla perfezione e alla purezza delle voci si preferisce il calderone di emozioni che scaturiscono dall’ennesimo ascolto di un gruppo che ha avuto comunque un ruolo importante negli anni della sua attività, il cui ritorno sarebbe sicuramente osannato come uno degli eventi dell’anno, allora si va a colpo sicuro. Nel dubbio, c’è sempre l’opportunità di uno “shot of gasoline”, come dice Tom Keifer in “Night Songs”, per schiarirsi le idee.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers / Edel

Anno: 2009

Tracklist:

01. Intro

02. Night Songs

03. The Last Mile

04. Somebody Save Me

05. Heartbreak Station

06. Coming Home

07. Shelter Me

08. Nobody’s Fool

09. Gypsy Road

10. Don’t Know What You Got ('Till It's Gone)

11. Shake Me


anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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