Annihilator – Recensione: Live At Masters Of Rock (Dvd)

Finalmente! Dopo oltre vent’anni di onorata carriera Jeff Waters e i suoi Annihilator immettono sul mercato il loro primo dvd completamente live. Un’ attesa lunghissima per i fan che si concretizza in un prodotto di buon livello, soprattutto per il lato audio e per la perfetta prestazione della band. Nulla di eccezionale invece il lato video e la regia dell’evento: nel complesso del tutto ordinaria e al minimo sindacale per essere definita professionale. Nessun extra viene aggiunto in coda, presentando di fatto il solo concerto come contenuto del dischetto. Una realizzazione ridotta all’osso che una punta di amaro in bocca lo lascia. Poco importa, visto che di scelta non ne abbiamo e quindi tocca accontentarsi di quello che passa il convento. Di certo sarebbe stato entusiasmante vedere la band alle prese con una produzione più imponente, ma evidentemente il budget a disposizione non prevedeva tale possibilità. La piccola delusione viene però compensata dalla scaletta quasi perfetta e da una prestazione maiuscola, con un Jeff Waters favoloso e un Dave Padden spalla ideale del nostro (al di là di ogni aspettativa). Il resto della band svolge il proprio lavoro di supporto con precisione e competenza; quanto basta per far godere i fan del thrash, ma anche solo chi ama la musica ben suonata e ricca di emozioni. Voto 10 alla band e sufficienza stiracchiata alla produzione.

Etichetta: Steamhammer / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist:

01. Intro

02. King Of The Kill

03. Blackest Day

04. Operation Annihilation

05. Clown Parade

06. Set The World On Fire

07. I Am In Command

08. Never, Neverland

09. Fun Palace

10. Phantasmagoria

11. W.T.Y.D.

12. Wicked Mystic

13. Alison Hell

14. Shallow Grave


Sito Web: http://www.myspace.com/annihilatorofficial

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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