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Lionville – Recensione: So Close To Heaven

E sono cinque su cinque. Dimostrando una continuità che ha davvero pochi uguali in campo AOR, i Lionville infilano un altro album di qualità sopraffina, in cui classe e gusto melodico vengono distillati in dieci pezzi perfetti, cui si aggiunge la cover di “Arrow Through My Heart” di Richard Marx, anch’essa impeccabile. E proprio Marx è, assieme ai Toto, il riferimento di questo quinto capitolo nella discografia di una band sempre più raffinata e padrona della materia.

“So Close To Heaven” mantiene fede al proprio titolo e ci porta subito in cielo, anche grazie alla voce di Robbie LaBlanc, ospite sull’opener “This Time”, diretta calda e avvolgente. La strepitosa “Cross My Heart”, scelta giustamente come singolo, con il suo velo di malinconia misto a urgenza prosegue nel solco delle gemme firmate da Stefano Lionetti e intepretate con passione da Lars Säfsund: sono sempre loro le punte di diamante della band, che pure deve questa costanza anche alla compattezza garantita dagli altri membri Michele Cusato, Fabrizio Caria, Giulio Dagnino e Martino Malacrida. Non mancano atmosfere più romantiche e rilassate: l’emozionante ballad “Can’t Live Without Your Love” e il leggero e delicato mid-tempo “I’ll Be Waiting Tonight” mostrano come i Lionville sappiano dire la loro, eccome, anche quando il ritmo rallenta.

Pur all’interno di un contesto musicale ben definito, la band dimostra di saper giocare su sfumature diverse: le agili e più solari “True Believer” e “We Are One” ne sono testimonianza, pescando colori più vivaci dalla tavolozza per fornire un quadro non meno suggestivo. Discorso simile per la conclusiva title track, che sembra con il suo incalzare gettare già un ponte verso un nuovo entusiasmante capitolo.

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