Thunderstone: Intervista alla band

Mai mi sarei aspettato di avere tra le mani un così entusiasmante debutto di un combo finlandese. La new sensation in questione ha un nome che sa di già sentito – Thunderstone – un po’ come la loro musica: una sorta di film già visto, ma che, come spesso capita, fa sempre un enorme piacere rivedere. Sonorità Tolkkiane (ma mai pacchiane, giusto per far rima…), melodiche, serene e che si percepiscono a fior di pelle come qualcosa di irrinunciabile. In un afoso luglio , ci troviamo a dialogare via e-mail col bassista Titus Hjelm, col quale – in un botta e risposta – scopriamo i retroscena di questo rovente esordio discografico. Sembra che voi, ragazzi, abbiate masticato pane e Stratovarius per anni, cosa che a mio modo di vedere si rispecchia nelle songs di ‘Thunderstone’…. “Dici sia così evidente ? In effetti il nostro amore per quella band è immenso e immortale! Ah!Ah! Scherzi a parte… effettivamente gli Stratovarius sono nostri amici e ci hanno supportato sin dall’inizio, ma rimangono comunque solo amici. Sta agli altri valutare se la nostra musica e la loro siano simili. A noi, non sembra!” Ciò che sicuramente vi distingue è il cantato, che riporta a quello hard rock degli eighties, come accadeva nelle canzoni di stryper o di Whitesnake… ”Credo tu abbia pienamente ragione. Penso inoltre che questa nostrà peculiarità ci distingua dalla maggior parte delle bands definite come power-metal. Molti di noi sono grandi fans dei Whitesnake e dei Deep Purple (periodo Coverdale), soprattutto (chiaramente) il nostro cantante Pasi (Rantanen;ndA).” Mi incuriosisce molto il vostro background musicale.. ”Oh, Luca, credimi se ti dico che è molto vario! Affonda per lo più le sue radici nei mostri sacri del rock e del metal, come Kiss, Iron Maiden, Judas Priest, Whitesnake, Van Halen. Tutta gente che imperversava soprattutto negli anni ottanta. Da queste origini, alcuni di noi si sono poi indirizatti verso sounds più progressivi, come (Queensryche, Dream Theather..), mentre altri ancora, guardavano ad un sound più cupo come lo era quello di R.J.Dio, o quello più rockeggiante dei Motorhead (parliamo di me..).” Nel vostro singolo ‘Virus’, parlate di – appunto – virus informatici : qual è il vostro rapporto col PC e con l’informatica in genere? “ Well, per noi tutto cominciò grazie alle versioni MP3 della nostra musica: è stato un grande aiuto questo formato nel gestirla, ma ti devo dire anche che – a mio modo di vedere – è stato un modo di lavorare totalmente diverso dalle precedenti band con cui abbiamo lavorato. Le emails, poi, sono convenienti e veloci: è grande ricevere e spedire da tutto il mondo, legandosi così in modo molto confidenziale e amichevole con fans e supporters. Di base le macchine, tendono a sostituire l’uomo in molte cose e ciò non è bene ! Ma sapere di essere connessi col mondo in ogni momento è un’ottima cosa !” Capita spesso di partire per la tangente a causa di una “semplice” canzone: in questo caso si parla di ‘Weak’. “Fa piacere sentire che sia piaciuta a qualcuno in modo particolare, dato che è anche la mia preferita ! Ma non sono la persona più adatta a rispondere ai quesiti circa ‘Weak’. La musica è stata costruita attorno ad un tema melodico dal nostro tastierista Kari, mentre le liriche sono venute conseguenzialmente dopo, su questa base. Come tutte le liriche del disco, anche queste – nel loro essere fantasy – rispecchiano momenti della nostra vita di tutti i giorni. Potrebbe anche sembra una cosa senza senso all’inizio, ma quando ascolti le nostre parole nel disco, spesso ti ci ritrovi e puoi scoprire anche tratti in comune con la tua vita.” Ospite d’eccezione è poi il buon Timo Tolkki, giusto ? “Timo è stato un grande supporto sin dall’inizio ed è stato in giro per il nostro studio così tanto , che alla fine pensammo fosse una buona idea farlo apparire in una canzone veloce (è nel suo stile!) come ‘Like Father, Like Son’. Ha epresso il desiderio che in sede d’intervista non rispondessimo a domande come questa, ma tutto sommato ti posso dire che a noi è sembrata una buona idea la sua special apparition. Timo ha suonato il secondo assolo di chitarra della canzone succitata, dando il suo inconfondibile tocco speedy!” Un album, questo debut, con una genesi, molto lunga (sin dal 2000), dove vanno ricercate le motivazioni? “I Thunderstone hanno cominciato come un semplice progetto e non avevamo intenzione di entrare in studio, fino a quando non avessimo firmato con una buona label. Dopo aver incontrato la Nuclear Blast, dicemmo di sì: questo spiega come mai abbiamo atteso così tanto per questo disco.” Non avete timore che il vostro pubblico, prenda come termine di paragone gli Stratovarius, che – ho detto – ha molto in comune col vostro sound ? “ Perché mai dovremmo aver timore di questo paragone con una grande band come gli Strato ? Credo accada ad ogni nuova band, no? E poi personalmente mi fa più piacere essere paragonato a loro che ad un gruppo come i R.E.M., per esempio eh! Eh!” Un trademark, quello dei Thunderstone, ricco di melodia. Ma cosa ne pensa il gruppo, dell’ondata di violenza sonora rappresentata anche dal cosiddetto Nu Metal? “Per noi è molto importante essere felici con la nostra musica, e se non è in linea con il “trend del momento”, niente di male. Non ci aspettiamo di vendere dieci milioni di copie, ma quello che ci interessa è l’onestà con cui agiamo, nei confronti dei ragazzi che compreranno i nostri dischi.” Provenite da una terra, la Finlandia, molto prolifera in campo di talenti musicali ? Qual è il segreto del successo di tali talenti, secondo te? “Non c’è una vera e propria risposta a questa domanda, se non il fatto che le persone qui prendono le cose molto seriamente; il concentrarsi molto sulla musica, poi, rispetto ad altri musicisti approssimativi, ci aiuta molto nel nostro lavoro.” Per farvi conoscere al grande pubblico, avete scelto quest’estate il palo del Wacken Open Air: cosa vi aspettate da un evento di questa portata? “Well, questa è la più grande manifestazione su territorio europeo e sarà un’onore esserci. Daremo il massimo per donare ,non solo a noi stessi un’esperienza me morabile, ma soprattutto per la gente che sarà davanti al palco a sentirci. Speriamo di ripetere questa cosa in futuro !!” Ed in questo futuro, anche l’Italia vedrà i Thunderstone sui suoi palchi ? “Sfortunatamente non telo saprei dire con esattezza, ma il nostro management si sta muovendo in questo senso. Stete sintonizzate sul nostro sito http://www.thunderstone.org per i dettagli. Siamo felici di sapervi li ad aspettarci , ragazzi! Abbiamo udito molte cose belle sul vostro conto da amici che che hanno visitato l’ Italia e non vediamo l’ora di venire a suonare per voi!!, Ma fino a quel momento: “let your demons free and peace !!!!”

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi