Metallus.it

Light The Torch – Recensione: Revival

I Light The Torch, nuova incarnazione dei Devil You Know, riprendeno la strada portando avanti il percorso partito due anni e mezzo fa con “They Bleed Red”.  Oggi come allora la band si dimostra concreta e convincente, miscelando in maniera convincente melodia ed aggressività. Nonostante gli inceppi di line-up ed il tempo tecnico per far “assorbire” il cambio di nome, il quartetto americano torna e picchia in maniera concreta.

Subito parte secco e deciso il riff di “Die Alone”, lasciato in sospeso dall’ingresso in scena di Howard Jones che regge il peso di una canzone dinamica e melodica. Pezzo piuttosto “semplice” dal punto di vista della costruzione, ma ben scolpito a seguire le capacità dei ragazzi americano. Ottimo secondo singolo e canzone dal sicuro impatto.

“The God I Deserve” è invece più “profonda”, con un chitarra pesantissima (opera di un convincente Francesco Artusato) a fare da controcampo ad un melodico ed ispirato Jones. Una bella sorpresa e probabilmente una delle migliori del lotto. Cambia ed accelera “Calm Before The Storm”, un up-tempo dinamico e dal forte appeal commercial. Non a caso scelto come primo singolo dalla band, la canzone gioca molto sulla interpretazione di Jones e su chitarre decise e melodiche quanto basta. Non soprende, ma non per questo una brutta canzone, anzi. Con “Raise The Dead” si raggiunge probabilmente l’apice creativo del disco: una canzone melodica, epica e con una carica d’energia davvero convincente. Bello il solo di Artusato, che lega a perfezione una canzone a conti fatti perfetta.

Ancora melodia con “Safety Of Disbelief” prima di venir quasi spiazzati da “Virus”, dove i nostri puntano forte sul groove.  Tempi rallentati ed un riff martellante ad introdurre la  voce di Jones che alterna fioretto e spada con sicurezza. Dal forte piglio drammatico “The Great Divide”, che inizia quasi sintetica per poi avvolgere l’ascoltatore con una struttura melodica decisamente sorprendente. Da applausi il chorus e l’accelerazione finale compresa di assolo. Si arriva quasi alla fine ed ecco spuntare la battagliera “The Bitter End”. Quadrata, aggressiva e per nulla scontata. “The Sound Of Violence” non ha bisogno di ulteriori descrizioni, perchè il titolo spiega tutto nei minimi dettagli. Cruda, senza orpelli e con un cantanto ai limiti della disperazione. Una scheggia di violenza davvero inaspettata. E gradita.

Chiudono i conti “Pull My Heart Out” e “Judas Convention”, quest’ultima quasi un sussurro, prima di esplodere carica di intensità.

Sicuramente un bel disco heavy metal quello dei Light The Torch, senza troppe etichette o categorie a “distiguere” tra questo o quel genere. Un album di una band che riesce a miscelare in maniera sapiete una materia complicata ed a volte ribelle. Ora aggressivi, a tratti melodici ma sempre sul pezzo. Se “They Bleed Red” ci era piaciuto, quest “Revival” ci ha conquistato.

 

 

 

 

Exit mobile version