Tyla – Recensione: …Life Or Death?

Con un impressionante numero di album pubblicati nel giro di pochi anni, Tyla si sta ritagliando un buono spazio e una certa credibilità  come vero e proprio cantastorie. Privilegiando la via di un arrangiamento che definire sobrio è un eufemismo, continua a sfornare lavori che puntano solo ed esclusivamente sull’emotività. Ormai sono lontani fasti dei Dogs D’Amour, che pure recentemente si sono riaffacciati alla ribalta europea con alcune apparizioni di un certo rilievo e sono pronti a tornare anche con un nuovo album, annunciato per la primavera del 2006. Il grande amico di Spike (in queste giorni viene ripubblicato anche ‘Flagrantly Yours’, a firma di entrambi), nel frattempo, ha deciso di produrre musica in casa, nel vero senso della parola: si tratta di rock intimista, a tratti impegnato, sempre e comunque con Tyla e solo Tyla al centro dei riflettori. E’ lui ad occuparsi di tutti gli strumenti, è lui a colpire, nel bene e nel male.

Datato 2002 ma pubblicato soltanto ora, ‘Life Or Death’ è un lavoro che piacerà solo ed esclusivamente ai suoi fan, disposti a chiudere un occhio di fronte a sonorità da bootleg di serie B e ad un’altalenanza a livello di qualità di songwriting che dà  spazio a pochi pezzi isolati degni di menzione, di cui l’opener ‘God Of War’ è forse l’esempio più compiuto, e a tanti episodi davvero troppo approssimativi. In alcuni frangenti la spontaneità di Tyla sfocia in vere e proprie stonature, che se da un punto di vista possono far sembrare l’album più vero, dall’altro lo rendono qualcosa di fin troppo improvvisato. Paradossalmente, se si dovesse estrapolare da ‘Life Or Death?’ un solo pezzo, la scelta cadrebbe sicuramente sulla ghost- track, che mette in particolare risalto la voce profonda e passionale di Tyla, nei solchi dei grandi maestri country cui sembra rifarsi. Tanta poesia – sicuramente lo spessore dei suoi testi merita di essere considerato ben al di fuori dellla cerchia di nostalgici dei Dogs D’Amour – e un curatissimo artwork, sempre opera sua. Quel che manca, purtroppo, è la musica: registrasse di meno, forse riuscirebbe a mettere insieme un buon album.

Voto recensore
5
Etichetta: Live Wire/Frontiers

Anno: 2002

Tracklist: 01. God Of War
02. Another You
03. Brave Man
04. Murder Poem
05. Souls
06. Black Hole Star?
07. Lord #1
08. Melody Highway
09. Without You (Electric)
10. Voodoo Queen
11. The Truth
12. Teazing Old Nick
13. Lord #2

giovanni.barbo

view all posts

Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi