Metallus.it

Letzte Instanz – Recensione: Liebe Im Krieg

Tempo di come back anche per i tedeschi Letzte Instanz, band attiva dalla fine degli anni’90 e appartenente a una delle più recenti generazioni di gothic rock. Nella carriera quasi ventennale l’ensemble ha sperimentato un po’ di tutto, dall’uso dell’elettronica a quello degli strumenti medievali, proponendo un pout-purri intrigante ma che in due decenni non ha mai lasciato il segno.

“Liebe Im Krieg” non si discosta da questa parabola, rivelandosi l’ennesimo platter ben costruito ma che non si farà ricordare a lungo. Smesse in parte le suggestioni folk che animavano il precedente “In Auge Des Sturms” (2014), questa volta i Letzte Instanz puntano su una serie di brani diretti e immediatamente fruibili, resi ancora più sornioni da una produzione laccata a modino.

Prepariamoci dunque a una manciata di canzoni romantiche al punto giusto e con un’ombra di malinconia ma altrettanto furbette e radiofoniche, dove i refrain, sempre efficaci, sono declamati con enfasi dal crooning ruffiano di Holly Loose. Il violoncello e il violino presenti in formazione, assicurano ad ogni traccia l’apporto sinfonico che caratterizza lo stile del gruppo e i nostri si destreggiano con la consueta competenza tra brani dal groove metallico come Tränen Aus Stein” e “Weiß Wie Der Schnee”, dove le chitarre sono in primo piano e non mancano soluzioni moderne e struggenti ballate acustico/sinfoniche (“Blutmond”).

Una volta compreso che qui non vi è nulla fuori dagli schemi, “Liebe Im Krieg” rimane un ascolto piacevole che intratterrà gli amanti di queste sonorità. Il nuovo capitolo discografico dei Letzte Instanz ribadisce dunque la bontà formale del gruppo nel settore e non aggiunge nulla al suo percorso evolutivo.

 

Exit mobile version