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Leprous – Recensione: Live At Rockefeller Music Hall

Abbiamo già avuto modo di conoscere i Leprous in sede live (anche molto da vicino) e questo loro primo DVD “Live At Rockefeller Music Hall” registrato nel noto locale di Oslo lo scorso giugno, conferma quanto di buono i norvegesi abbiamo portato nel metal in termini d’inventiva e innovazione.

I nostri sono sicuramente tra la band più interessanti del cosiddetto prog metal di taglio moderno, sia per l’utilizzo atipico di synth e chitarre sia per la totale libertà artistica che ha sempre contraddistinto composizioni imprevedibili in termini di armonizzazione e ritmo.

Bello che in alcuni pezzi (“Foe”, “Slave”) sia ospitato sul palco con un drumkit aggiuntivo l’ex batterista Tobias Ørnes Andersen ora in forza a Shining e Ihsahn a rendere ancor più interessante lo spettacolo; lo stesso Vegard “Ihsahn” Tveitan è ospite nella conclusiva “Contaminate Me” con la sua voce abrasiva per un finale di show apocalittico benché controllato.

Non abbiamo sinceramente mai sentito Einar Solberg (peraltro cognato dello stesso Ihsahn) così in palla (“Third Law”) il che fa sorgere qualche dubbio sul ritocco in studio anche se impercettibile; anche i suoni sono obiettivamente inattaccabili, ma vista la perizia di quasi tutte le band scandinave non deve più essere una sorpresa.

Belle ritmicamente “Rewind”, “Red” e “The Price” che apre la seconda parte di show con un plauso a Baard Kolstad (Rendezvous Point, Borknagar), batterista selvaggio ma anche metricamente molto preciso; dal vivo sono ancor più percettibili i punti di contatto coi Pain Of Salvation pre-esperienza “Road Salt” e la resa di alcuni pezzi è superiore alla versione studio (mai avremmo pensato di dirlo)… penso in particolare a “Moon”.

Si torna al geniale “Bilateral” con l’esagitata “Forced Entry” ed è un peccato che nella prima testimonianza ufficiale della band norvegese non siano presenti estratti dall’irrinunciabile “Tall Poppy Syndrome”.

In attesa di rivederli ad inizio 2017 in compagnia di Devin Townsend Project e Between The Buried And Me, un plauso ai Leprous per un prodotto che riesce a mantenersi al livello eccelso delle loro produzioni in studio.

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