Sadist – Recensione: Lego

Ci sono delle band che hanno coraggio da vendere, capaci di cambiare pelle ad ogni album, spiazzando l’ascoltatore ogni volta. I Sadist rientrano in pieno in questa categoria e lo hanno dimostrato ancora una volta con il loro ultimo lavoro, ‘Lego’. Non c’è più traccia delle aperture progressive di ‘Tribe’, così come sono spariti (non dal tutto a dire la verità) i feroci assalti sonori ed iper-tecnologici di ‘Crust’; stavolta siamo di fronte ad un suono per certi versi ancora più elaborato, dove parti aggressive si combinano a melodie ricercate e mai banali, supportate anche dalla voce si Trevor che per la prima volta si presenta pulita (ottenendo apprezzabili risultati). Non si tratta di un album facile da assimilare, tutt’altro: i quattordici brani dell’ album si muovono spesso attraverso atmosfere molto differenti tra loro, non siamo di fronte ad un lavoro unidirezionale come potevano essere i già citati ‘Tribe’ e ‘Crust’, anzi, e gli oltre settanta minuti di musica necessitano di diversi ascolti prima di poter essere apprezzati a fondo. Sarebbe un peccato fermarsi ad un ascolto superficiale, questa volta i punti riferimento e le influenze sono ancora più numerose che in passato e sarebbe quanto meno riduttivo bollare ‘Lego’ con l’abusata etichetta ‘new metal’: ci sono senza dubbio delle influenze di un certo metal americano, ma il tutto è rielaborato in maniera magistrale, tanto da riuscire a risultare decisamente fresco ed originale. Tanto per capirci, non credo che i Coal Chamber (cito un nome a caso) potrebbero mai scrivere brani come ‘Dogs Sledge Man’ o ‘Small Great Child’ e se è vero che qualche riff potrebbe far tornare alla mente i Korn, si tratta comunque di episodi sporadici ed inseriti in un contesto completamente diverso. E a parte questo, credo che sia difficile non lasciarsi catturare da pezzi del calibro di ‘Meta’ o ‘Fog’, ad esempio. Insomma, i Sadist sono riusciti ancora una volta ad evolversi senza scendere a compromessi e senza sacrificare la propria vena creativa. Cosa si vuole di più?

Voto recensore
7
Etichetta: System Shock/Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist: *
A Tandem Fable
It’s Not Good
Meat
Flies On Me
Fog
Plastic Star
Flowing Out Red
I Want It
Welcome To My Zoo
Small Great Child
Dodgy Sucking Cow
The Line
Dogs Sledge Man
Cappuccetto Grosso

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