Crystal Viper – Recensione: Legends

Capitanati da una bella signorina con una bella voce i Crystal Viper hanno lentamente scalato le preferenze dei metallers legati al suono epico e classico, fino a ritagliarsi una solida base di fan che ha permesso loro di ottenere un contratto con una label di spessore come la Afm. Senza ombra di dubbio il carisma di una singer dotata come Marta Gabriel, alias Leather Wych, si fa sentire e se gradite la timbrica vocale assimilabile a Doro o Jutta ne resterete ben impressionati. Per il resto ci troviamo ad ascoltare una band assolutamente nella norma del genere, sufficientemente abile nel creare song dall’impatto immediato e completamente inserite in una tradizione stilistica consolidata. Brani davvero brutti non ce ne sono, ma appare altrettanto difficile trovare song di qualità superiore. La nostra personale preferenza va alla bellicosa “Blood Of The Heroes”, alla epic-folk ballad “Sydonia Bork” e alla classic speed “Night Of The Sin”, mentre il resto ci pare scorrere senza infamia o lode particolare. Onesti e piacevoli da ascoltare, ma nulla di più.

Voto recensore
6
Etichetta: Afm / Audioglobe

Anno: 2010

Tracklist:

01. The Truth

02. Ghost Ship

03. Blood Of The Heroes

04. The Greed Is Blind

05. Sydonia Bork

06. Goddess Of Death

07. Night Of The Sin

08. Secrets Of The Black Water

09. Man Of Stone

10. Black Leviathan


Sito Web: http://www.myspace.com/crystalviperofficial

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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