Lee Aaron – Recensione: Fire And Gasoline

Anche sforzandoci molto, è davvero difficile trovare qualcosa di buono in questo lavoro, che è stato annunciato come il ritorno alle sonorità rock di una delle voci femminili più note in ambito AOR d’oltreoceano. In realtà Lee Aaron ha sì mantenuto abbastanza bene la sua voce degli anni ’80, che tanti sommovimenti ormonali avrà provocato negli adolescenti dell’epoca, ma in pratica è tutto qui. “Fire And Gasoline” si avvicina al rock solo nel titolo e per il resto è un insieme di brani scialbi, troppo lunghi e noiosi che andrebbero bene se a proporli fosse un gruppo on velleità pop / rock al suo esordio discografico. Se comunque la curiosità andasse oltre questa premessa, ecco i nostri consigli per l’ascolto.

Sorvolate senza la minima esitazione sull’opener “Tom Boy“, brano accompagnato da un video ufficiale pieno di ragazzine che fanno malamente finta di suonare in modo più che discutibile; evitate anche la title track e “Wanna Be“, caratterizzata da un testo che tenta, senza riuscirci, di essere divertente e che forse potrebbe andare bene in un album di Avril Lavigne della prima epoca. In questo brano in pratica l’autrice fa un elenco di tutto quello che appartiene all’amato e che lei vorrebbe diventare, compreso il cuscino su cui dorme e la sua tavoletta di cioccolata preferita; Gatto Panceri con “Un qualunque posto fuori e dentro di te” aveva fatto di meglio. Si muove qualcosa tra la metà e la fine dell’album, ma è veramente poco per conquistare la fiducia dell’ascoltatore. “Find The Love” è una ballad abbastanza lenta che chiude l’album, perlomeno, senza farci gridare del tutto allo scandalo, mentre in “Heart Fix” Lee Aaron si ricorda improvvisamente che cos’è una chitarra elettrica e a cosa serve.

Ora, può anche darsi che “Fire And Gasoline” sia stato registrato con un budget ridotto, o che Lee Aaron sia piombata improvvisamente in un’acuta crisi di mezza età che la sta spingendo ad atteggiarsi a ragazza sbarazzina; fatto sta, che, ribadiamo, l’unica cosa buona di questo disco è che l’affascinante cantante canadese ha mantenuto la voce a buoni livelli. Per il resto, tornate pure serenamente ad ascoltare i suoi album pubblicati negli anni ’80 e non abbiate rimorsi di coscienza.

lee aaron

Voto recensore
5
Etichetta: Big Sister Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. “Tomboy”

02. “Fire And Gasoline”

03. “Wanna Be”

04. “Bittersweet”

05. “Popular”

06. “50 Miles”

07. “Bad Boyfriend”

08. “Heart Fix”

09. “Nothing Says Everything”

10. “If You Don’t Love Me”

11. “Find The Love”
Sito Web: https://www.facebook.com/lee.aaron.7564?fref=ts

anna.minguzzi

view all posts

E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. journeyone

    Parole sante. Album imbarazzante.

    Reply
  2. Giulio B

    Di bello ce solo lei!

    Reply
  3. Lorenzo

    Mi aspettavo un album simile avendo visto molti suoi video live abbastanza recenti su you tube . Purtroppo i musicisti non aiutano mancando di spessore e groove . Lee ha perso un po’ di voce negli anni , ma è normale . Quello che più mi dispiace è che non è un disco hard rock come speravo da anni . Troppo moscio e deludente . Se la scoltassi pre la prima volta oggi non comprerei il suo disco come invece è stato nel 1989 con body rock, tutto un altro pianeta !

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi