Elegy – Recensione: Labyrinth Of Dreams

In occasione della recente ristampa del back catalogue della band olandese (per la verità multinazionale nella sua conformazione più recente) Elegy ed in attesa di averene notizie aggiornate che mancano da tempo andiamo a ripercorrere una carriera costellata da ottimi album ma da un successo solo parziale benché meritato.

Gli Elegy esordirono nei primi anni ’90 in ambito progressive power metal e si segnalarono da subito come la risposta europea qualitativamente più credibile (insieme a Conception e Ivanhoe) alla strabordante esplosione dei Dream Theater oltreoceano ma andarono incontro in più di un’occasione a cambi di line up che ne minarono alla lunga la stabilità. Il loro esordio “Labyrinth Of Dreams” uscì nel 1992 (l’anno di “Images And Words” tanto per inquadrare il momento storico), su Shark Records e subito venne incensato dalla critica europea come un lavoro innovativo, pregno delle caratteristiche che stavano formando quel genere che tutti avrebbero etichettato come progressive metal: sezione ritmica impegnata in vorticosi cambi di tempo, assoli di chitarra ipertecnici e le vocals di Ed Hovinga a toccare note altissime come nella tradizione di screamer “estremi” di gruppi in voga in quegli anni come Crimson Glory, Heir Apparent o SteelHeart.

“The Grand Change” è un opener di peso che racchiude tutte le peculiarità degli Elegy Mark I; stessa cosa si può affermare per “I’m No Fool” ma con linee vocali segnatamente hard rock ed un Henk van der Laars (fondatore e chitarrista principale del combo olandese) emulo dei licks di Vito Bratta dei White Lion. Le strumentali “All Systems Go” e “Mass Hysteria” sono letteralmente da mal di testa sciorinando una tecnica individuale elevata e cambi di tempo assurdi; da citare un’altra influenza primaria nel sound della band vale a dire i Queensrÿche rintracciabile in una traccia come “Over And Out”. Un esordio un po’ fuori dal tempo ma con alcune peculiarità sufficientemente moderne e comunque ideale punto di partenza per la conoscenza del gruppo.

Voto recensore
7
Etichetta: Shark / Metal Mind Prod.

Anno: 1992

Tracklist: 01. The Grand Change
02. I’m No Fool
03. Take My Love
04. All Systems Go
05. Trouble In Paradise
06. Over And Out
07. Labyrinth Of Dreams
08. Mass Hysteria
09. Powergames
10. The Guiding Light

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. luci di ferro

    Un altro voto sbagliato, 7 non rispecchia il vero valore dell’album. Questo album è stupendo si lascia ascoltare che è un piacere voto 9.

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    • Metalbe

      Mi sembra che ci fossimo già chiariti in privato, non è necessario “ri-commentare” tutti gli album degli Elegy solo perchè Metallus si è rinnovato graficamente!!!
      Tu rimani della tua idea e noi accettiamo le critiche…basta che non siano ripetitive!!!

      Reply (in reply to luci di ferro)
  2. Alby_71

    … 7 cmq non è un voto scarso. Bisogna cmq rispettare il recensore. Non è male comunque la critica.

    Reply

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